mercoledì, Settembre 9, 2026

Successo per Paolino Taddei ricordato al Poggio

POGGIO A CAIANO – A differenza di intellettuali anche autorevoli, lui aveva capito che quella non era “una carnevalata”, ma qualcosa di eversivo. Aveva capito che sarebbe stato possibile contrastare la cosiddetta “marcia su Roma” usando la forza dello Stato. Ma la monarchia scelse una strada diversa condannando l’Italia a un ventennio di dittatura e a tutte le sofferenze che ne seguirono.

Così Michela Ponzani – storica, docente universitaria, divulgatrice, opinionista televisiva – sul ministro degli Interni nel governo Facta II, il poggese Paolino Taddei, che nell’ottobre 1922 tentò, invano, di impedire la marcia su Roma.

La figura di questo “servitore dello Stato” è stata tratteggiata dalla docente romana proprio nel paese che nel 1860 dette i natali al Taddei: Poggio a Caiano. All’approssimarsi del centenario della morte del Taddei (15 ottobre 1925), è stata l’associazione culturale poggese guidata da un team al femminile (Diapason) a volere questo incontro che si è svolto, in collaborazione con l’AUSER poggese, nei locali AUSER.

Un pubblico numeroso (oltre 120 persone) ha assistito all’iniziativa che è stata intervallata da un assai apprezzato percorso musicale eseguito dai fratelli Gabriele e Samuele Cecchi: il duo poggese ha raccontato  la storia d’Italia attraverso alcune canzoni. Dal Risorgimento alla Liberazione: da “Addio mia bella addio” a “Bella Ciao”. Con canti garibaldini, anarchici, socialisti, fascisti, cattolici, comunisti, alpini e partigiani.

“Molto soddisfatte per il brillante esito della serata” le donne di Diapason che – hanno annunciato – proseguiranno l’impegno per valorizzare “una persona che aveva saputo vedere lontano”.

E’ stato già accennato alla possibilità di approfondire l’opera del Taddei attraverso una borsa di studio, in sinergia con il mondo accademico e con l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana. A Michela Ponzani è stato consegnato il “diapason”, simbolo dell’associazione organizzatrice.

“Taddei – aggiungono da Diapason – non va celebrato in modo retorico, ma va preso come esempio proprio sulla necessità di saper guardare oltre. Anche per quanto accade nel nostro presente: troppo facile accorgersi delle cose con il senno di poi. E come Taddei avrebbe voluto mettere in stato d’assedio l’Italia intera per impedire la marcia su Roma, così tutti noi, oggi, dobbiamo sentirci metaforicamente in stato d’assedio, cioè vigili e allerta rispetto alle violenze, prepotenze, sopraffazioni che ci circondano”.

Sullo sfondo è stata appesa la bandiera della Palestina. “Sia per sostenere l’operazione Flottilla – spiegano da Diapason – ma anche come invito a non stare alla finestra davanti a ciò che accade nel mondo”.

E’ intervenuto il pronipote di Paolino Taddei, Giulio, ricordando come nella sua famiglia si sia sempre tramandata la figura del ministro poggese come quella di un uomo “integerrimo e servitore dello Stato”.

Hanno portato i saluti il consigliere regionale Marco Martini, Giacomo Forte per l’ANPI pratese, Leonardo Bianchi per l’Istituto toscano Resistenza. Tre realtà che avevano patrocinato l’evento. Ha invece colpito la mancanza di patrocinio da parte del Comune di Poggio nonché l’assenza di sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza.

Presente, invece, il consigliere comunale di Pistoia Giampaolo Pagliai che nell’ottobre 2022, per il centenario della marcia su Roma, rappresentò l’amministrazione comunale guidata da Alessandro Tomasi alla cerimonia, nel cimitero pistoiese della Misericordi dove è sepolto Taddei, voluta dall’allora amministrazione poggese guidata da Francesco Puggelli e Giacomo Mari.

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