FIRENZE (Toscana Notizie) – Rivitalizzare i servizi pubblici nei 194 Comuni della Toscana Diffusa attraverso la rigenerazione urbana. È questo l’obiettivo del nuovo bando da 10 milioni di euro presentato oggi, 24 aprile, dal presidente della Regione Eugenio Giani. La nuova tornata di finanziamenti arriva dopo i 170 milioni di euro già stanziati dalla Regione da febbraio 2025 ad oggi per sostenere, tramite bandi, i progetti sulla Toscana Diffusa. Pari a 65 milioni di euro le risorse già messe in campo per la rigenerazione urbana.
“L’obiettivo è rivitalizzare i servizi nei Comuni della Toscana Diffusa – spiega Giani –, cioè la Toscana dei piccoli borghi, dei Comuni più difficilmente collegati alle grandi vie di comunicazione o costituiti da tante frazioni sparse. Perché vogliamo che questa parte di Toscana, un territorio straordinario per la sua varietà e bellezza, viaggi alla stessa velocità delle grandi città d’arte e dei centri industriali. – prosegue il presidente –. L’intento è che queste realtà, dove è più pericolosa la tendenza allo spopolamento, abbiano cioè servizi sanitari più efficienti ed erogati in strutture più adeguate, vedano attivare progetti nell’ambito della protezione civile e della difesa del suolo oltre ad interventi per una viabilità migliore, ma anche che possano godere di nuovi impianti sportivi, giardini pubblici e piazze rinnovate nei paesi, che siano centro di aggregazione e di vitalità anche commerciale. Questi ulteriori 10 milioni daranno “gambe” ad almeno 20 interventi da 500 mila euro, che daranno ancora più concretezza a quel principio di valorizzazione della Toscana Diffusa che abbiamo voluto inserire nel nostro Statuto”.
Il via al bando è in programma il 1° giugno. Le domande potranno essere inoltrate dai Comun interessati, entro il 30 ottobre, per via telematica (al link servizi.toscana.it/RT/formulari-generici/). Entro fine aprile sarà inoltre pubblicato un avviso nel quale saranno indicate le modalità di presentazione.
La misura è stata approvata con delibera dalla Giunta regionale lo scorso 13 aprile e finanziata, appunto, con un importo di 10 milioni di euro per il 2027. Al centro del provvedimento l’erogazione dei contributi per la realizzazione di interventi di implementazione, riqualificazione e valorizzazione di strutture di servizio pubbliche a favore degli oltre 190 Comuni compresi nei territori della Toscana Diffusa.
Particolare attenzione è riservata agli interventi per lo sviluppo dei servizi educativi e didattici, a carattere sociale, di protezione civile, per la promozione delle attività culturali, come musei e teatri e per il miglioramento e la riqualificazione dell’impiantistica sportiva pubblica. Il finanziamento comprende poi progetti di rigenerazione e riqualificazione di spazi ed immobili pubblici a favore del commercio per lo sviluppo del tessuto economico dei Comuni, dei borghi e dei centri abitati. Spazio anche alle politiche dell’abitare, in particolare per le iniziative di ristrutturazione di immobili pubblici destinati a edilizia residenziale pubblica e sociale. La delibera prevede inoltre l’accesso a risorse destinate ad interventi che riguardano l’emergenza abitativa, il recupero di aree degradate o dismesse per finalità culturali e sociali, la riqualificazione e valorizzazione di spazi aperti e servizi pubblici, il recupero di superfici degradate o in via di degrado per valorizzare il sistema del verde e il miglioramento della sostenibilità ambientale e il rafforzamento delle reti ecologiche e dei percorsi per la mobilita sostenibile.
Ciascun Comune potrà fare richiesta di contributo per un solo intervento ed i contributi saranno erogati fino ad un massimo dell’80 per cento delle spese ammissibili effettivamente sostenute e comunque per un importo non superiore a 500mila euro. Il livello minimo di progettazione richiesto è quello del progetto di fattibilità tecnico-economica.
La delibera comprende anche, quando strettamente necessarie alla realizzazione degli interventi, le spese per la realizzazione o il recupero di opere civili ed impiantistiche, le forniture di beni comprese l’installazione e posa in opera di impianti, macchinari, attrezzature e delle componenti necessarie alla realizzazione dei progetti e gli oneri per la sicurezza. Ammissibili anche le spese tecniche fino ad un massimo del 10 per cento dell’importo a base d’appalto, l’eventuale spostamento di reti tecnologiche che dovessero interferire con i lavori, l’allacciamento ai pubblici servizi e gli interventi finalizzati alla realizzazione di parcheggi pubblici pertinenziali e funzionali agli interventi proposti.





