giovedì, Settembre 10, 2026

Tragedia Eni Calenzano, lutto regionale

FIRENZE – Oggi è lutto regionale per la tragedia di Calenzano, l’esplosione al sito Eni, dove hanno perso la vita cinque persone.

Secondo una prima ricostruzione sulle cause dell’esplosione, sarebbe avvenuta una fuoriuscita di carburante nella parte anteriore della pensilina di carico, “in qualche modo dovuto alla chiara inosservanza delle rigide procedure previste”.

Le conseguenze di tale scellerata condotta – è l’ipotesi della Procura – non potevano non essere note o valutate dal personale che operava in loco. La circostanza che fosse in atto una attività di manutenzione di una linea di benzina corrobora l’ipotesi che vi siano state condotte connesse all’evento di disastro”.

Calenzano esplosione

Il procuratore Tescaroli, dopo aver effettuato due sopralluoghi nell’impianto Eni sequestrato e aver nominato i consulenti tecnici, ha disposto una serie di perquisizioni, nel pomeriggio di martedì 10 dicembre, per acquisire documentazione sulle attività in corso nel deposito di Calenzano al momento dell’incidente. Le perquisizioni sono avvenute negli uffici di Eni e della Sergen srl, la ditta di Grumento Nova (Potenza) per cui lavoravano due delle vittime – Giuseppe Cirelli e Gerardo Pepe, entrambi 45 anni – e alcuni feriti. I dipendenti della ditta al momento della tragedia erano impegnati nella manutenzione di una linea di benzina dismessa, proprio accanto al punto in cui è avvenuta l’esplosione.

Come si legge nel decreto di perquisizione, l’ipotesi principale è che qualcosa durante i lavori abbia provocato un grave problema tecnico – un testimone ferito ha raccontato agli investigatori dell’Arma dei carabinieri a cui sono affidate le indagini di aver visto del liquido fuoriuscire e dell’odore di carburante – e innescato la scintilla che ha provocato il disastro. Proprio per chiarire queste incertezze, la Procura ha disposto l’acquisizione di tutti i documenti inerenti al deposito e alle attività dell’azienda, che saranno poi incrociati con le informazioni raccolte durante i sopralluoghi e con le testimonianze. Il fascicolo di indagine con i vari reati ipotizzati è ancora a carico di ignoti, ma in vista delle autopsie sulle salme delle cinque vittime potrebbero arrivare i primi nomi degli indagati.

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