mercoledì, Settembre 9, 2026

Turismo a Montecatini, parla il presidente di Federalberghi

MONTECATINI – Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea di Federalberghi Apam. Molti i temi affrontati e discussi dagli associati, che vengono riassunti in questa intervista al presidente Carlo Bartolini.

Carlo Bartolini

Presidente, che bilancio possiamo fare dellanno passato?

«Il 2024 è stato un anno di grande impegno per Federalberghi Apam, su più fronti. È stato un anno di lavoro concreto, in cui l’associazione è stata protagonista di molti processi importanti: dal rinnovo degli organi interni alle elezioni comunali, dal contratto nazionale ai tavoli di confronto su temi cruciali come la tassa di soggiorno, la sicurezza urbana e il futuro delle Terme».

Partiamo dal contesto economico-turistico: com’è andata la stagione 2024?

«Nel complesso è stata una stagione positiva, trainata da un rinnovato desiderio di Toscana da parte dei mercati internazionali e nazionali. Montecatini ha beneficiato della sua posizione geografica strategica, che la conferma centro dell’accoglienza alberghiera toscana. Questo ha in parte compensato l’assenza di un prodotto territoriale strutturato e riconoscibile»

Quali sono le criticità che ancora pesano?

«Non possiamo ignorare che manca ancora una vera identità turistica unitaria e condivisa. La tanto attesa Dmo – la regia di destinazione – non è ancora una realtà. Ci dicono che a breve sarà operativa, ma, a oggi, la sua assenza continua a limitare la pianificazione e la promozione del territorio. È auspicabile che venga finalmente attivata, con criteri moderni, inclusivi e partecipativi, capaci di coinvolgere le imprese e dare una direzione comune».

Che segnali arrivano per il 2025?

«Registriamo un rallentamento rispetto al trend di ripresa post-Covid: i numeri tornano su livelli più simili al pre-pandemia. Un dato da leggere con attenzione, anche in relazione all’aumento significativo della tassa di soggiorno, che rischia di trasformarsi da strumento di sostegno a semplice prelievo fiscale. È essenziale che tali risorse vengano impiegate in modo mirato, incentivando soprattutto i periodi di bassa stagione, come l’inverno e la parte centrale dell’estate, che nel 2025 si stanno confermando i più difficili».

Proprio sulla tassa di soggiorno ci sono stati momenti di tensione.

«Siamo riusciti a bloccarne l’aumento per il 2024, che sarebbe stato dannoso. Ma abbiamo anche avanzato proposte costruttive per il 2025, quando si è registrato il suo importante incremento. Le nostre proposte sono state su investimenti reali, ristori agli albergatori, valorizzazione delle spese sostenute per i pagamenti elettronici. Ora stiamo aspettando una riflessione e una concretizzazione da parte dell’amministrazione che, in prima istanza, come indirizzo politico, non si è dimostrata contraria»

Sul fronte della sicurezza urbana, qual è la situazione?

«Preoccupante. Le strutture alberghiere chiuse per cessata attività, oltre a essere un problema economico, lo sono anche di sicurezza e decoro urbano. Abbiamo sollecitato un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e ottenuto la messa in sicurezza di alcune strutture dismesse e un incremento dei controlli. La tranquillità deve diventare un punto di forza per la nostra offerta turistica. I fatti di cronaca cittadina, tuttavia, evidenziano un trend preoccupante per una città che si vuole definire accogliente».

Tema centrale a Montecatini sono le Terme. Quali azioni ha intrapreso Apam?

«Il primo bando è andato deserto, ma noi abbiamo lavorato affinché ci fosse continuità operativa, per non perdere del tutto un prodotto così importante. Abbiamo criticato la gestione degli orari – a volte inspiegabilmente limitati proprio nei momenti di massima affluenza – e aperto un dialogo costruttivo con la Croce Rossa Italiana, attuale gestore. Abbiamo anche supportato il congresso dei medici termalisti, perché crediamo ancora nella validità del termalismo sanitario».

E riguardo alla rigenerazione urbana e ai fondi Pnrr?

«Abbiamo tentato, con il supporto degli uffici ministeriali, di far rientrare Montecatini nei progetti per la realizzazione di studentati sia fruendo degli alberghi dismessi sia in alcuni immobili ex termali. Tentativo purtroppo non riuscito, anche a causa dello scarso sostegno a questa ipotesi da parte dell’amministrazione locale. Ma con il raddoppio ferroviario ormai imminente, continuiamo a credere che la città abbia caratteristiche adatte a ospitare studenti e nuove funzioni residenziali».

In chiusura, qual è la visione per i mesi che ci attendono?

«Serve concretezza. Ogni intervento fiscale o promozionale deve avere un solo obiettivo: rafforzare il sistema turistico. Questo significa investire sul prodotto, decoro urbano, valorizzazione del patrimonio termale, culturale e ambientale. E serve anche una politica degli eventi coraggiosa, che riporti Montecatini al centro dell’interesse dei mercati turistici».

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