mercoledì, Settembre 9, 2026

Uccise il padre: assolto, incapace di intendere e di volere

di Ilaria Lumini

BORGO A BUGGIANO – Incapace di intendere e di volere: i giudici della Corte di Assise di Firenze hanno assolto il 30enne che il pomeriggio dell’11 dicembre 2022 uccise a coltellate il padre Massimiliano Matteoni, meccanico di 54 anni, in un parcheggio dietro la discoteca Don Carlos di Chiesina Uzzanese.

Dopo l’omicidio, il figlio si era presentato spontaneamente in caserma dai Carabinieri di Montecatini confessando il delitto. “Volevo far smettere la sua voce nella mia testa” aveva confessato poi il giovane i militari.

Stamani la sentenza in Corte di Assise nella quale il 30enne, affetto da disturbi mentali, è stato giudicato incapace di intendere e di volere al momento dell’omicidio.

Una assoluzione per incapacità chiesta anche dal pubblico ministero Claudio Curreli, che ha diretto le indagini dei carabinieri e anche dalla parte civile costituita dalla sorella e dal fratello dell’imputato, rappresentati dagli avvocati Fausto Malucchi e Lorenzo Santini del Foro di Pistoia.

Mentre l’altra parte civile, costituita dalla compagna e dalle sue due figlie che convivevano in casa con la vittima, rappresentate dall’avvocato Alessio Spadoni del Foro di Pisa, aveva chiesto la condanna con il risarcimento del danno.

I giudici hanno inoltre attuato la misura di sicurezza di quindici anni al Rems di Empoli (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, struttura di accoglienza per autori di reato affetti da disturbi mentali o socialmente pericolosi) dove il 30enne è attualmente ricoverato.

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