domenica, Aprile 19, 2026

Un surrealismo onirico e fantastico: le “Esperienze” di Walter Di Piazza a Lo Spazio

PISTOIA – Opere affollate e colorate, tra mondo terreno e sfera spirituale, nel segno di un surrealismo onirico e fantastico che colpisce e invita a riflettere.

Dallo scorso 12 aprile e fino al prossimo 9 maggio la saletta del bacaro della libreria “Lo Spazio” di Pistoia (via Curtatone e Montanara 20) ospita la personale “Esperienze” dell’artista Walter Di Piazza.

L’artista pistoiese Walter Di Piazza e alcune sue tele della mostra “Esperienze” in corso nella saletta del bacaro della Libreria Lo Spazio (fotografie di Andrea Capecchi)

Pistoiese, classe 1980, Di Piazza ha iniziato a dipingere da autodidatta per poi crescere e formarsi artisticamente presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze dove si è recentemente laureato; la sua è un’arte onirica e visionaria, che mescola linguaggi diversi e che esplora – scavandole a fondo – le profondità dell’animo e i grandi temi e quesiti che riguardano l’umanità.

“La mostra si compone di cinque tele dipinte a olio e undici stampe e disegni su materiali diversi di vario formato – spiega l’artista – le tele vedono un uso molto intenso e pronunciato del colore, mentre i disegni sono tutti in bianco e nero: entrambi i filoni dell’esposizione sono però legati dal medesimo filo conduttore, ovvero le esperienze di vita personale e i trascorsi della società.

La mia è un’arte che guarda molto alla riflessione personale e al complesso rapporto tra l’io e il mondo con i suoi problemi e i suoi caratteri, soprattutto in ambito sociale; la pittura e il disegno diventano gli strumenti per indagare questo rapporto e per osservare dentro me stesso. C’è il mio vissuto personale, ma ci sono anche visioni esterne: sono queste le esperienze che ho voluto illustrare nella selezione di lavori in mostra, realizzati nell’arco temporale di cinque anni, dal 2020 al 2025”.

Le cinque tele a olio colpiscono subito l’osservatore per la loro straordinaria vivacità cromatica e per la ricchezza di figure e dettagli, che fanno pensare a certe opere di Bosch: sono pitture con più “livelli” di lettura in cui Di Piazza rappresenta, attraverso un’indagine introspettiva e uno stile surrealista e onirico, i problemi che affliggono la nostra società e le possibili soluzioni che lo stesso artista prospetta.

A suscitare interesse è la presenza, in queste opere, del tema ricorrente dell’opposizione – che si può tradurre anche in fusione armonica – fra il mondo terreno e il mondo spirituale, la sfera umana e quella celeste e soprannaturale, grazie anche a figure che operano una sorta di “trasferimento” o “sintesi” tra questi due mondi.

Dall’osservatore sono richieste curiosità e pazienza, perché quello dell’artista non è un messaggio immediato o che arriva direttamente, ma ha bisogno di essere “mediato” dalla coscienza e dalla sensibilità di ciascuno, per cui all’interno della stessa tela si possono individuare differenti chiavi di lettura o si può giungere a interpretazioni diverse.

E poi la meraviglia del colore: Di Piazza dipinge le sue scene affollate creando effetti cromatici di armonia e contrasto, ora attraverso l’accostamento di colori caldi e freddi, ora utilizzando tonalità piuttosto accese e separate da linee nette, senza attribuire al colore un significato simbolico, ma piuttosto usandolo per la costruzione estetica dell’opera.

Nei disegni e nelle stampe esposti sulla parete di sinistra domina invece il bianco e nero perché sono “visioni” sviluppate di getto dall’artista e sono pensate fin dall’inizio per la stampa: i temi sono i medesimi delle tele a olio, ma c’è una tensione più pronunciata sulle esperienze autobiografiche e sui ricordi personali e familiari. Sono disegni che raccontano storie di vita, nel segno di uno stile un po’ più “geometrico”, ma senza abbandonare l’aspetto figurativo.

“Mi piace definire la mia arte un surrealismo fantastico onirico – conclude Di Piazza – in molte opere c’è una trasformazione, o meglio una trasfigurazione simbolica, delle figure reali in qualcosa che deriva dalla mia immaginazione: come nel disegno in cui ho raffigurato mio padre che tornava a casa da lavoro come un carro armato dai contorni onirici, perché così da bambino me lo immaginavo.

Progetti per il prossimo futuro? Sì, sono sempre attivo e ci sono alcuni progetti in cantiere, sia nuovi sia continuazioni di lavori e sere già esposti; diciamo che nei prossimi mesi ed entro la fine del 2026 mi aspetto di realizzare qualcos’altro”.

La mostra “Esperienze” è visibile al pubblico nei consueti orari di apertura della libreria Lo Spazio.

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