PISTOIA – I bambini sono tornati in classe con l’erba alta nei giardini di diverse scuole cittadine. L’assessore al verde pubblico Riccardo Trallori, in una recente intervista a Il Tirreno, ha spiegato il ritardo con “meno risorse a disposizione di quelle previste nell’accordo quadro” e con la variazione da 200mila euro dovuta già a luglio, promettendo tutto pulito entro il 25 settembre.

Il coordinamento comunale di Forza Italia e il gruppo consiliare Forza Italia – Amo Pistoia contestano quella lettura: la cassa non c’entra. Nel 2026 il Comune ha già affidato 212.626,18 euro di sfalci, contro i 200.168,97 euro spesi in tutto il 2025, e con ancora tre mesi d’anno davanti. L’ultimo affidamento, inoltre, porta la data del 29 luglio: sei settimane prima rispetto al 10 settembre dell’anno scorso. I soldi, quindi, c’erano. Ed erano arrivati anche prima.
“C’è di più: lo strumento per intervenire – sottolinea la nota – esiste dal 2023 ed è pluriennale. L’accordo quadro per la gestione del verde pubblico 2023-2027 (CIG 9747697608) vale cinque milioni di euro complessivi, di cui 3,2 milioni destinati alla sola gestione ordinaria per l’intero quadriennio, ed è articolato su più operatori economici, ai quali il Comune affida di volta in volta i singoli contratti attuativi. Solo fra il 29 luglio e il 3 agosto ne sono stati firmati due per gli sfalci dei tappeti erbosi, con due imprese diverse. Nessuno, insomma, doveva costruire una procedura da zero a settembre: bastava stabilire prima quali aree servire e con quale precedenza.
Quello che è mancato è un’altra cosa: la decisione politica di trattare i giardini delle scuole come una priorità a sé, nella settimana in cui i bambini tornano in classe. Una data, quella della riapertura, che non è mai stata un mistero: si conosce da mesi. Dagli atti pubblicati dal Comune non risulta, dal luglio 2024 a oggi, un contratto attuativo dedicato in modo specifico alla manutenzione del verde scolastico: gli sfalci nelle scuole sono finiti dentro lo stesso calderone di tutti gli altri interventi in città.
Il risultato lo hanno visto i genitori il giorno del rientro in classe: spazi esterni inutilizzabili proprio nei giorni in cui servono di più, tra l’accoglienza delle prime classi e la ricreazione all’aperto. Non è un dettaglio estetico. Il giardino di una scuola è una parte dell’edificio scolastico a tutti gli effetti, e va trattato come tale nella programmazione della manutenzione”.
“Il 20 agosto un nubifragio ha effettivamente costretto a dirottare le squadre su altre emergenze. Un imprevisto meteo può sempre capitare. Ma non spiega – attacca ancora Forza Italia – perché, prima di allora, nessuno avesse messo per iscritto una tempistica dedicata ai giardini scolastici.
Il punto, per il coordinamento comunale e per il gruppo consiliare, è tutto qui. Non si tratta di un problema di bilancio, ma di programmazione e di indirizzo: le risorse sono state impegnate prima e in misura maggiore dell’anno scorso, e il risultato è stato peggiore. Il maltempo può far saltare una settimana di lavoro; non può spiegare l’assenza di una priorità messa nero su bianco prima dell’estate.
Amministrare non è solo trovare le risorse, è decidere come usarle e quando. Quest’anno quella decisione non è stata presa, e il conto lo hanno pagato le scuole”.







