MONTECATINI TERME – Pietro Resta, questo il suo vero nome, ma per le migliaia di persone che lo seguono sui social, da YouTube a Instagram passando per Facebook, è WikiPedro.
Nella Sala Maggiore del Comune di Montecatini ha incontrato parte del suo pubblico in un evento organizzato da Marco Lucarelli e Stefano Cavalli, rispettivamente presidente e vice dell’Associazione Sviluppo Valdinievole. L’evento era dedicato al 260° anno dall’insediamento di Pietro Leopoldo come Granduca di Toscana.

Come ha iniziato Pedro la sua attività di raccontare le storie della Toscana ma non solo, ce lo ha raccontato proprio lui. “All’inizio ho cominciato a fare questi video perché la mia missione era quella di affittare casa mia, perché non la sfruttavo. Mi sembrava una buona idea che risultò poi un fallimento e volevo smettere, però mi divertivo a fare questi video. Un amico mi consigliò di fare un personal branding, ovvero fare video su Firenze ma senza secondi fini, semplicemente raccontandola in maniera giocosa.
Per prima cosa creai una pagina denominata WikiPedro, il primo video su Ponte Vecchio lo realizzai alle cinque di mattina perché mi vergognavo a farlo in mezzo alla gente. Poi ho continuato non solo a Firenze, ma in tutta la Toscana per un motivo semplice, per il senso di appartenenza, perché oltre che fiorentino mi sento toscano e in questi anni ho sentito forte l’attaccamento alla regione che è una regione meravigliosa, bellissima.
Ormai questo è il mio lavoro, ci guadagno e i lavori che mi vengono commissionati provengono quasi tutti fuori da Firenze, diciamo il 90%. Questa è una cosa su cui dovremmo riflettere, sono cittadino onorario di tre città in Toscana ma non lo sono di Firenze, eppure abito lì. Questo per farvi capire come siamo noi toscani”.

Inizia poi il racconto della storia di Firenze e della Toscana dai Medici in poi. Alla fine della dinastia di questa grande famiglia che ha governato sulla Toscana per 300 anni, da Lorenzo il Magnifico in poi, gli ultimi Medici sono veramente disastrosi, quasi riescono nell’impresa al contrario di rovinare tutto quello che la famiglia aveva fatto prima.
Aneddoti, curiosità dei vari regnanti fino ad arrivare a Pietro Leopoldo Granduca di Toscana. Molte le cose fatte a Firenze, importanti, l’apertura della Galleria degli Uffizi, che lui ne crea un museo, uno dei primi al mondo. Le riforme, fra cui quelle della scuola, non voleva avere dei sudditi infatti, bensì un popolo maturo, razionale che potesse anche governarsi da solo.
Un’altra quella di aver creato i comuni, liberalizza il commercio del pane togliendone la tassazione, chiunque può cucinare il pane e lo può vendere liberamente senza pagare dazio. Sviluppa la sanità pubblica, abolisce la pensa di morte e le pratiche della tortura.
Un sovrano illuminato che ha cambiato la Toscana, l’evoluzione di quello che è stato Cosimo I dei Medici del Cinquecento. Cosimo I conquista la Toscana e la crea, ma lui gli dà un senso, è veramente il padre della Toscana moderna come la conosciamo oggi. Purtroppo Leopoldo nel 1790 fu costretto a tornare in Austria perché il fratello Giuseppe muore senza eredi e quindi è lascia Firenze per diventare imperatore e di prendere il posto del fratello. Come ultimo gesto di umiltà dice no ai cittadini fiorentini che volevano realizzare per lui una statua in Santa Croce accanto a quella di Dante.
Per un’ora circa WikiPedro affascina le persone presenti facendo un sunto della storia della nostra regione soffermandosi su colui che l’ha veramente cambiata, che ha posto le basi di uno sviluppo moderno e illuminato. Non sono mai stati fatti film sul Granduca, forse perché troppo “normale”, senza particolari zone d’ombra discutibili. Un pomeriggio che scorre via veloce.

Al termine gli abbiamo chiesto qual è il suo rapporto con gli storici di professione, ci risponde di non aver mai trovato ostacoli o giudizi negativi.
“D’altronde sono persone molto intelligenti che quando mi ascoltano o sanno di me non si pongono contro, anzi, sono felici di essere affiancati da persone giovani che possano perpetuare il racconto della storia”.
La fascia d’età del pubblico di Montecatini è piuttosto alta, ma è meglio così dice, i giovani si distraggono molto facilmente e non seguono le sue parole come invece è stato fatto in questa occasione.










