di Alberto Vivarelli
PISTOIA – Dopo nove anni il centrosinistra torna alla guida del comune capoluogo con Giovanni Capecchi sindaco. Il candidato della coalizione larga (da Rifondazione comunista a Italia Viva) ha superato al primo turno Anna Maria Celesti con un distacco ampio: 4.500 voti di differenza, con Capecchi al 54,42% e Celesti al 42,97%. Alle 17,20, la candidata del centrodestra ha telefonato a Giovanni Capecchi congratulandosi per la vittoria.

Una vittoria che è stata accolta con un grande e lungo applauso nel salone di San Domenico dove erano convenuti i sostenitori di Capecchi e dove sono stati accolti dallo stesso sindaco e da Stefania Nesi, che ricoprirà l’incarico di vice sindaca.
Una consultazione elettorale che non ha avuto storia, fin dalle prime sezioni scrutinate si è capito che il trend era quello, con Capecchi sempre avanti con un divario in costante aumento.

Capecchi ha superato perfino i numeri di Tomasi del 2022, quando ottenne 20.192 voti pari al 51,49%.
Giovanni Capecchi ha vinto perché non è più il “giovane” di venti anni fa – e non solo per un fatto anagrafico – adesso si è presentato cosciente di rappresentare una coalizione composita che su alcuni temi è anche complicato mettere insieme; ha vinto perché ha messo in campo molto pragmatismo su questioni strategiche per lo sviluppo di una comunità che ha bisogno, soprattutto, di uscire dall’angolo, ritrovare una visione e ricominciare a tessere quella rete di rapporti in Toscana felicemente avviata da Samuele Bertinelli nel 2012.
Capecchi ha vinto anche grazie al Partito Democratico che nell’ultimo miglio ha ritrovato una compattezza che dopo le primarie non era così scontata. Ha vinto grazie anche alla sua lista di “civici” che ha sfiorato l’11%. La flessione Avs-Sce-Possibile (7,62%), ha inciso poco sul risultato finale.
Il ticket Capecchi-Nesi ha funzionato, sempre in piena sintonia, la “coppia” ha ricucito gli strappi e depurato i pozzi delle primarie, dando forza alla coalizione.
Ma è anche la vittoria della giovane segretaria Irene Bottacci che ha portato il Pd sopra il 29%., dopo il tonfo (7.475 voti e il 20.42%) di quattro anni fa.
Il segnale di ripresa del partito di Schlein era già stato osservato nelle recenti elezioni regionale dove il Pd pistoiese aveva addirittura superato il 39%. Adesso c’è la certificazione della ripresa.
Fratelli d’Italia si è fermato poco sopra il 16%, un crollo abissale rispetto al 32% delle Regionali del 2025, ma migliore rispetto alle elezioni del 2022 quando ottenne il 14%. In quell’occasione, però, la lista “Ale Tomasi Sindaco” superò il 17% drenando voti al partito di Giorgia Meloni.
Per Anna Maria Celesti è la seconda sconfitta. Candidata sindaca nel 2012 contro Samuele Bertinelli, Celesti ottenne solo 6469 voti, pari al 16.41%.
In questa tornata elettorale non è stata sconfitta Anna Maria Celesti che è politica di razza, ma la coalizione. La candidata ha fatto una campagna elettorale mettendo un punto a nove anni di governo cittadino rivendicando le scelte (non proprio tutte), ma mettendo il proprio valore aggiunto al programma; lo ha fatto con eleganza, cercando di ribaltare una narrazione consunta. E non ha avuto un sostegno pancia a terra. Però, proporre una consulta permanente per il centro storico coinvolgendo operatori e residenti al fine di garantire sicurezza e decoro (parole sue) è stata la certificazione del fallimento di un progetto che nel 2017 fece vincere le elezioni a Tomasi. La frequentazione del centro storico restituisce l’immagine plastica di questo fallimento. Quindi, gli elettori hanno punito il centrodestra, lo hanno punito per le promesse non mantenute, per la confusione progettuale della città, per i mesi di caos provocati dai 30 cantieri aperti contemporaneamente, come sosteneva con orgoglio l’assessore all’urbanistica; per le spianate di cemento in piazza San Bartolomeo e piazza San Lorenzo; per le promesse non mantenute in collina e montagna.
Hanno mostrato per anni il fiore all’occhiello delle scuole e dei parchi, dimenticando di ricordare alla città che hanno avuto a disposizione oltre 200 milioni di soldi del PNRR: mai nessuno prima di loro aveva goduto di tale massa di finanziamenti. Ciononostante, Pistoia è all’ultimo posto in Toscana per progetti finanziati dal PNRR. Ma di questo ne parleremo nei prossimi giorni.
Alla fine ha vinto la voglia di cambiamento dei pistoiesi che hanno scelto un candidato senza tessera.







