Giorgio Tesi Group Pistoia

Della Rosa 6 (8 punti, 3/6 dal campo, 1 assist in 24’) – Non la più semplice delle gare per il capitano e i suoi, specie per il talento degli esterni avversari, cui ‘Della’, pur soffrendo non poco, riserva spesso il suo trattamento speciale da mastino addenta-palloni. Il più importante contributo però lo dà in attacco, con due triple che mantengono Pistoia in scia in momenti delicati dell’incontro.
Copeland 8 (26 punti, 9/15 dal campo, 2 rimbalzi, 2 assist in 31’) – Pochi secondi per essere l’eroe della gara e l’MVP assoluto. Dal suo arrivo a Pistoia, questa è la prima gara in cui è chiamato a fare il condottiero, viste le condizioni di Varnado, e lui tira fuori una prestazione al limite del perfetto (unica macchia le sei palle perse). In via Fermi ormai non ci sono più dubbi: questa stagione passerà anche dalle sue mani e dal suo ormai innegabile talento. Facciamo infine uno sforzo: cancelliamo gli ultimi cinque secondi e fermiamoci alla tripla che infila. Due giocatori su di lui, che trova giusto l’equilibrio per sparare e segnare: questi tiri non li mette chiunque.
Saccaggi 5,5 (4 punti, 1/4 dal campo, 4 rimbalzi, 3 assist in 29’) – Partita che non decolla mai per il regista biancorosso, soprattutto perché Cento non gli permette mai di aprire gli spazi come sa. Inoltre trova pane per i suoi denti, perché i vari Zampini, Moreno e Tomassini non sono da meno in quanto a combattività e spesso riescono a trovare la soluzione giusta.
Del Chiaro 6 (6 punti, 3/8 dal campo, 6 rimbalzi, 1 assist in 19’) – Limitatamente al primo quarto, è il migliore in campo dei suoi. Trova infatti il modo di incidere, mangiandosi sia Berti che Ulaneo. La seconda parte della sua gara è però in chiaroscuro, poi i quintetti si abbassano e lui si ritrova a fare da spettatore nel momento in cui i suoi compagni cominciano la rimonta.
Magro 5,5 (0 punti, 0/1 dal campo, 3 rimbalzi in 12’) – Da qualche settimana le sue gare quasi non hanno modo di iniziare e lui di decollare. Capita infatti che, con i quintetti abbassati, si ritrovi a guardare i suoi compagni dalla panchina, come un under a cui viene concesso qualche minuto per sgrezzarsi. Lui invece è il membro più anziano della truppa e oggi non incide, anzi subisce eccessivamente da Ulaneo.
Pollone 6,5 (2 punti, 1/4 dal campo, 8 rimbalzi, 3 palle rubate, 1 assist in 25’) – La rimonta del quarto periodo porta anche la sua firma. Potrà suonare strano a fronte di numeri non altisonanti, ma ‘Pollino’, come lo chiamano dalle sue parti, oggi ha messo in campo un’intensità mostruosa, a volte neutralizzando sul nascere le iniziative di gente come Marks e Tomassini. Un autentico rullo compressore che ti martella appena cerchi di avvicinarti al canestro: roba da metterci il cartello di pericolo.
Varnado 6 (9 punti, 4/7 dal campo, 4 rimbalzi, 2 stoppate, 1 assist in 24’) – Una prestazione stoica, visto che era confinato da quattro giorni in casa e che quindi non si era praticamente allenato in settimana. Altra dimostrazione che, sì, è umano ma che non ci tiene a sbandierarlo ai quattro venti. Infatti si prende le sue conclusioni e guida la squadra finché Brienza non si accorge di averlo tenuto in campo più del previsto. Partecipa al finale, ancora con la forza della volontà, inchiodando il canestro del pari. Non vorrei essere nella sua influenza, perché avrei le ore contate.
Wheatle 7 (13 punti, 5/11 dal campo, 8 rimbalzi, 2 palle rubate, 1 assist in 36’) – Dopo una settimana in cui anche lui ha avuto l’influenza, con Varnado recuperato in extremis, è chiamato oggi come mai in questa stagione agli straordinari e alla prestazione totale. Va a pochi passi dalla ‘doppia doppia’ ed è l’uomo in missione quando Marks e Tomassini sembrano prendere troppa fiducia in attacco. Nel concitato finale è davanti e vicino al capitano di Cento, dove deve stare. È il bello e anche il brutto di questo sport, ossia che anche una prova all’altezza può non bastare.
Coach Brienza 6,5 – Con la settimana che ha avuto affrontare, era difficile chiedergli di tirare fuori chissà quale coniglio dal cappello. Sa che non può rinunciare a Varnado, anche se a meno di mezzo servizio, e lo lascia in campo anche quando è palese che fatichi. Se la prende molto con la terna, a suo dire unica componente non all’altezza di una bellissima gara. Per poco, insomma, non sbanca anche la Milwaukee Dinelli Arena, che sarebbe valso molto in termini di classifica. Conoscendolo, questa bruciante sconfitta la ricorderà a lungo fino al momento in cui potrà consumare la sua vendetta.
Tramec Cento
Marks 7 – Prima considerazione, casomai ce ne fosse ancora bisogno: con lui, nel 2020/21, Pistoia avrebbe disputato tutt’altro campionato. Si arriva così alla prova odierna, dove è praticamente l’autore del ribaltamento d’inerzia che porta Cento a chiudere davanti nel primo tempo. 15 punti che poi vanno a sommarsi ai 6 della ripresa, dove comunque rimane l’uomo nel mirino della difesa biancorossa.
Ulaneo 6 – Longilineo e atletico, il lungo precario italo-inglese dimostra di essersi meritato un altro mese di contratto. Certo non gioca molto ed è anche limitato dai falli, ma non sfigura mai e mette in crisi il più esperto collega Magro.
Tomassini 8,5 – Dopo la serie play-off dell’anno scorso e questa partita, non ci sono più parole per descrivere quella che è a tutti gli effetti, insieme a Medford di Chiusi, la migliore combo-guard del campionato. Quando vede la canotta di Pistoia, poi, pare giocare sotto la benedizione degli dèi del basket. Il modo con cui segna la tripla con cui strozza in gola l’esultanza di Pistoia si vede raramente in Italia: senza ritmo, su un piede solo e con l’apertura alare di Wheatle a offuscargli la visuale. MVP, eroe, superuomo.
Toscano 6 – Trova poca fortuna in attacco, anche perché si ritrova spesso davanti a Varnado che, pur influenzato, fa sempre la sua impressione. Il suo compito allora diventa fare legna e lottare sotto ai tabelloni: porta a casa la pagnotta, dimostrando di essere un’aggiunta importante in una squadra che studia per diventare grande.
Zampini 7 – Con tutto il rispetto, quando vedi che parte in quintetto in una squadra che può contare su Tomassini e Moreno due domande te le fai. Poi lo vedi giocare e, marzullianamente, ti dai la risposta da solo. Il classe ’99 è un pacchetto completo di energia, intelligenza e leadership: un giocatore giunto ormai a completa maturazione. Infatti non c’è una voce tecnica che non compare nel suo score finale.
Berti 5 – Da subito con problemi di falli, il totem degli estensi incappa in una gara dove non riesce minimamente ad incidere. Nettamente il peggiore dei suoi, con Del Chiaro che ha fin troppo vita facile.
Archie 5,5 – Sicuramente il più deludente di Cento, data la sua esperienza nelle massime serie europee. Segna la bomba del sorpasso nel secondo quarto, ma anche da qui la sua gara non aumenta di giri. I falli fanno il resto, anche se poi si prodiga in due buone giocate difensive nella parte finale di gara.
Moreno 7 – Viene fuori alla distanza grazie alla sua esperienza e al suo ruolo di leader all’interno di una squadra che può contare su altre bocche da fuoco. Ottima gara a rimbalzo e nel servire i compagni, segna anche due tiri importanti in altrettanti tentativi: gli unici che decide di prendersi. E questo la dice lunga sulla sua capacità di leggere la partita.
Coach Mecacci 7 – Condottiero di un gruppo che ha saputo costruire e che adesso sta meritevolmente tra le top del Girone Rosso e anche dell’A2. Come il suo collega Brienza, crede laicamente nel progetto e questa sicurezza è ben trasmessa ai suoi giocatori che, dinanzi allo spettro di un’altra sconfitta al fotofinish, si prendono la partita con un miracolo. Che poi è quello che accade quando si crede veramente. Quando potrà contare anche su Zilli, la sua Cento farà davvero paura a tutte.
(f.b.)





