giovedì, Aprile 23, 2026

“Cercami in te”: al Bolognini il musical ispirato a Santa Teresa d’Avila

di Caterina Benini

PISTOIA – Si è svolta oggi pomeriggio, presso l’auditorium della Fondazione MAIC di Pistoia, la conferenza stampa di presentazione del progetto teatrale “Cercami in te” ispirato alla vita e agli scritti di Teresa d’Avila, promosso in collaborazione con Fondazione Teatri di Pistoia e col sostegno di Fondazione Caripit.

Lo spettacolo, che andrà in scena al Piccolo Teatro Mauro Bolognini venerdì 24 aprile e sabato 9 maggio, nasce dall’impegno di un gruppo di studenti e studentesse del liceo Forteguerri, affiancati dai ragazzi della Fondazione MAIC. Un lavoro corale che ha coinvolto i giovani in tutte le fasi della produzione: dalla scrittura del copione, alla messa in scena, passando per la musica, la scenografia e l’interpretazione.

Durante la conferenza, i protagonisti del progetto hanno raccontato il percorso che li ha portati a confrontarsi con una figura complessa e affascinante come Teresa d’Avila, sottolineando come il linguaggio del musical abbia rappresentato una sfida stimolante per rendere attuali temi profondi come la ricerca interiore, la fede e il coraggio personale.

Il musical si ispira alla vita e al percorso spirituale di Santa Teresa d’Avila, mistica e dottore della Chiesa vissuta nel Cinquecento, mettendo in luce la sorprendente modernità del suo pensiero.

Il titolo “Cercami in te” è tratto da una poesia della Santa che sintetizza il messaggio dello spettacolo: un invito diretto e coinvolgente, capace di accompagnare lo spettatore dentro la profondità della storia.

Il progetto prende forma alla fine del 2025, quando un gruppo di giovani del liceo Forteguerri decide di approfondire la conoscenza della Santa e dei suoi scritti, dando vita a una nuova produzione teatrale. Un’iniziativa che arriva dopo il successo dello scorso anno con “Chi sei, dolce luce?” ispirato alla figura di Edith Stein, portato in scena a Pistoia e a Roma in occasione del Giubileo dei giovani.

Don Diego Pancaldo, insegnante e punto di riferimento del progetto, ha voluto sottolineare con parole intense il valore umano e culturale dell’iniziativa: “In tanti anni di insegnamento non mi è mai capitato di incontrare studenti così profondi, capaci di avvicinarsi a un testo complesso come “Il castello interiore” di Santa Teresa d’Avila, di tradurre in musica e parole la vita della Santa e il suo più alto concetto di spiritualità”.

Novità di questa produzione sono i ballerini e il coro.

Alla conferenza stampa era presente anche il direttore generale dei teatri, Lorenzo Cinatti, che ha espresso non solo parole di ringraziamento, ma anche apprezzamento per la qualità del progetto: “Qui non abbiamo soltanto uno spettacolo, ma un modello di lavoro costruito tra coetanei. È particolarmente significativo vedere dei giovani confrontarsi con una figura che potrebbe apparire distante riuscendo invece a renderla viva e accessibile. Progetti come questo dimostrano che il teatro può essere uno spazio di crescita autentica, capace di parlare in modo profondo anche alle nuove generazioni”.

La regista Emma Tesi ha raccontato la genesi dello spettacolo, ripercorrendo le tappe che hanno portato alla nascita del progetto dopo il viaggio a Roma in occasione del Giubileo.

L’incontro con il testo di Teresa d’Avila ha rappresentato la svolta con un intenso lavoro di ricerca sulla figura della Santa. Non è stato semplice collegare la figura di Teresa alla metafora del castello, ma il testo scritto dagli studenti è riuscito nell’intento, suscitando grande meraviglia, in primis, proprio in don Diego.

Il titolo “Cercami in te” nasce da una poesia della Santa e richiama le parole con cui, in un momento di estasi mistica, Teresa percepisce la voce di Dio: un invito a cercarlo dentro sé stessi, nella propria interiorità.

Giulia Carpita interpreterà Teresa. Con passione e partecipazione ha raccontato ai giornalisti i tratti distintivi della Santa: la dimensione profondamente umana, accanto a quella spirituale.

Lo spettacolo porta in scena le diverse fasi dell’esistenza di Teresa: dall’infanzia, quando a soli sette anni fugge di casa con il fratello mostrando un carattere determinato, al conflitto interiore tra la scelta di una vita matrimoniale e quella religiosa; alla chiamata di Dio, all’ingresso in convento, alla malattia e alla guarigione attribuita all’intercessione di San Giuseppe, fino all’esperienza mistica, momento in cui Teresa attraversa il dolore fisico travolgente che si trasforma in gioia, fino alla conoscenza profonda della propria anima. La morte avvenne in cammino, mentre si dirigeva verso un nuovo monastero: una “morte” che diventa potente metafora di una vita vissuta nella continua ricerca, senza mai fermarsi.

Molti l’hanno considerata una visionaria, arrivando a metterne in dubbio la sua sanità mentale.

Contributo fondamentale per la stesura del testo è arrivato da Dalia Tedescucci che ha affrontato la lettura integrale delle opere di Santa Teresa d’Avila. Un impegno non semplice, come lei stessa ha raccontato, soprattutto nel tentativo di tradurre in scena uno degli aspetti più complessi e suggestivi: l’estasi mistica. “È stato un lavoro molto impegnativo – ha spiegato – perché il testo rappresenta il testamento spirituale della Santa”.

I ragazzi hanno cercato di far emergere dal copione non soltanto l’aspetto religioso, ma la dimensione profondamente umana di Teresa. La distribuzione delle parti è avvenuta valorizzando le capacità di ciascuno: chi non salirà sul palco avrà comunque contribuito in modo determinante, lavorando alla scenografia.

Emblematico, in questo senso, è il castello che farà da sfondo allo spettacolo: tutti i “mattoni” che compongono il castello sono stati realizzati proprio dai ragazzi della Fondazione, rendendo visibile, anche materialmente, il senso di un’opera costruita insieme.

Un musical capace di trovare per ogni partecipante il proprio spazio e il proprio ruolo, trasformando il lavoro teatrale in un autentico percorso condiviso di crescita. Il ricavato sarà devoluto alla Fondazione MAIC, realtà attiva sul territorio nel sostegno alle persone con disabilità complesse e alle loro famiglie.

L’appuntamento al Piccolo Teatro Mauro Bolognini si preannuncia quindi come un momento significativo per la città: un’occasione per lasciarsi coinvolgere da una storia intensa e attuale e per sostenere concretamente una realtà impegnata ogni giorno nel sociale. Un invito aperto a tutta la comunità, nel segno della cultura che unisce e della bellezza che nasce quando talento, impegno e inclusione camminano insieme.

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