di Marzio Dolfi
ROMA – Marco Furfaro, aglianese, è al suo primo impegno in Parlamento, dove è entrato eletto nelle file del Partito Democratico.

Lei è giovane anche se già con una solida esperienza politica alle spalle. Come sta vivendo questa fase con il suo partito “in cerca di autore” e un complesso itinerario parlamentare in cui il Pd non sembra aver ancora trovato il bandolo della matassa di una complicata opposizione.
Con la vittoria della destra, si è esaurito un ciclo. Nel Pd e nell’intero centrosinistra. E la fiducia di milioni di persone che vivono un senso di precarietà devastante di cui ti ritengono responsabile, non si recupera in pochi giorni. Per farlo, serve fare opposizione a una destra che già sta mostrando il suo volto peggiore. Ma non basterà. Servono credibilità e un’idea chiara del mondo.
Un partito che sappia unire e simbolizzi rinnovamento, con una nuova generazione competente e appassionata. E, soprattutto, credibile.
A una destra fortemente identitaria e sempre più “meloniana” come crede debba contrapporsi il nuovo Pd (o pensa ci sia bisogno di un altro nome?)
A sinistra ogni volta che non riusciamo a cogliere fino in fondo i cambiamenti in atto, iniziamo a discutere di cambia la forma anziché la sostanza. E’ solo una scorciatoia. Il punto non è cambiare nome o simbolo, il punto è cambiare politiche e gruppi dirigenti. Le persone votano le idee e le persone che ritengono credibili da poterle rappresentare. Oggi al Pd serve esattamente questo: un gruppo dirigente che si batta per un modello di società in cui il lavoro, l’ambiente e il digitale non siano sinonimi di sfruttamento e precarietà, ma di opportunità.

A Furfaro onorevole vorrei chiedere in primo luogo come considera le mosse di questo Governo e soprattutto come giudica alcune scelte che lo hanno distinto anche nella Finanziaria: la sanità, il sociale, la scuola…
Devastanti. Hanno fatto una legge di bilancio accanendosi sui più poveri per mettere soldi sui condoni fiscali e premiare gli evasori. Nessun piano per il lavoro o misure per la transizione ecologica, mentre si definanzia la sanità pubblica e si tolgono quel poco di tutele che c’erano alle fasce popolari. Abolire il reddito di cittadinanza senza prevedere nessuna misura alternativa significa voler gettare su una strada centinaia di migliaia di persone per pura cattiveria. Scuola non pervenuta. Una manovra senza visione, che non creerà un posto di lavoro e che ha come filo rosso la guerra alle persone più fragili. Era difficile aspettarsi di peggio.
Il Pd ha punta il dito su scelte discutibili. Come si spiega però che – almeno a vedere i sondaggi – non ci sono state ribellioni nemmeno su soluzioni impopolari. Non si avverte insomma aria di “piove, Governo ladro”.
Le persone sono stanche e disilluse da tutti, purtroppo. E poi gli elettori cercano e sperano, dopo aver votato, di avere un governo stabile e duraturo che ridia fiducia all’economia. Sono speranze comprensibili. L’inganno comincerà a svelarsi già con questa legge di bilancio.

Nella Finanziaria è entrato anche un suo emendamento sul reddito alimentare.
Sì, dentro una manovra ingiusta, sono riuscito a far approvare il mio emendamento. In Italia ogni anno buttiamo circa 230mila tonnellate di cibo, nel frattempo 3 milioni di persone non possono permettersi di fare la spesa. La mia proposta mette fine a uno spreco insopportabile, che genera rifiuti e inquinamento. Attraverso il supporto del terzo settore, la merce invenduta nei grandi magazzini verrà infatti redistribuita alle persone più in difficoltà. La norma sarà sperimentata inizialmente nelle città metropolitane e speriamo presto poi in tutta Italia.

Restringiamo, per concludere, un po’ l’ottica al Furfaro attento al territorio che lo ha eletto. Come cerca di rappresentare i problemi della zona e soprattutto i temi caldi pistoiesi.
Ho presentato un pacchetto di emendamenti alla legge di bilancio per supportare il territorio. Dal Museo Marini alle Terme, da norme per dare ossigeno alle imprese vivaistiche ad aiuti alle scuole. La cosa che mi ha colpito di più non è stato il fatto che venissero bocciate dalla destra, ma il silenzio e il mancato supporto degli esponenti pistoiesi di maggioranza e governo. Ecco, io credo che le battaglie si possano vincere o perdere, ma se sei eletto in un territorio, quelle battaglie devi almeno rappresentarle e farle. E su questo non mancherò.







