MONTECATINI – L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (ANBSC) ha accolto la richiesta di perizia, tesa a verificare la tenuta e la sicurezza dell’ex Hotel Paradiso di Montecatini Alto, sottoscritta insieme a Libera da SPI CGIL Prato Pistoia, CGIL Prato Pistoia, UIL Pistoia, ARCI Pistoia, Legambiente Circolo di Pistoia, Circolo ACLI Don Giulio Facibeni di Montecatini e la Sezione Valdinievole di Italia Nostra. La richiesta era stata inoltrata alla Prefettura di Pistoia, al Sindaco di Montecatini, alla vicepresidente della Regione Toscana con delega ai beni confiscati e all’Agenzia del Demanio. Nel mese di maggio la Prefettura l’ha nuovamente inoltrata all’ANBSC.
L’Agenzia nazionale ha incaricato un tecnico per ispezionare le condizioni dell’immobile e definire gli interventi necessari per mettere in sicurezza gli spazi interni ed esterni. In base all’esito dell’ispezione sarà affidato con la massima sollecitudine un apposito incarico per provvedere all’attuazione degli interventi necessari.
La richiesta formale di una perizia sulle condizioni dell’immobile era stata concordata nell’ambito di un’iniziativa che si era svolta al Circolo Arci di Montecatini Alto lo scorso 7 marzo, promosso dal consigliere comunale del Pd, Lorenzo Dall’Olio (data in cui la legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati ha compiuto trent’anni), nell’ambito della campagna “Diamo linfa al bene” con cui Libera chiede al Governo che il 2% del Fondo unico di Giustizia sia destinato al riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
“Già in occasione del primo bando dell’ANBSC rivolto al Terzo settore – ricordano Alessandra Pastore, referente del Coordinamento provinciale di Libera e Andrea Brachi, della segreteria dello Spi CGIL Pistoia Prato e Silvia Biagini, della segreteria della CGIL Pistoia Prato – nel mese di ottobre 2020, era stato fatto un sopralluogo da parte di un ingegnere volontario di Libera da cui era emerso che per le parti che è stato possibile ispezionare si sono notati grossi problemi di conservazione del calcestruzzo in prossimità delle zone soggette a infiltrazioni d’acqua presenti in diversi ambienti. Più precisamente la presenza dell’acqua ha comportato l’ossidazione dei ferri di armatura che ingrossandosi hanno causato l’espulsione del calcestruzzo. Conseguentemente vi sono ampie zone di travi portanti che hanno i ferri a vista e completamente ossidati. Il sopralluogo aveva evidenziato un degrado consistente delle aree ispezionate, degrado che è destinato a continuare e ad ampliarsi in assenza di interventi di ripristino e messa in sicurezza. Da qui la necessità di eseguire una ricognizione generale, anche con indagini sui materiali e prove di carico, affinché vengano esclusi possibili cedimenti parziali a tutela dei cittadini residenti nei pressi di questo immobile, dei lavoratori che operano a Montecatini Alto e dei possibili turisti che in numero considerevole si recano a visitare il paese”.






