mercoledì, Settembre 9, 2026

GTG Pistoia, contro Cantù l’unica a crederci è stata la squadra

di Francesco Belliti

PISTOIA – Se puoi competere, non è detto che puoi anche vincere. Questo è un estratto per riassunto di ciò che coach Nicola Brienza ha detto al termine della gara persa ieri sera contro Cantù. Un debutto amaro nel Girone Giallo della fase ad orologio che relega subito la Giorgio Tesi Group Pistoia come fanalino di coda di questo raggruppamento delle migliori. Un aspetto, quello inerente alla classifica, in realtà assolutamente secondario rispetto alla sensazione, già provata contro Cento, di essere arrivati ad un passo dal successo.

Wheatle contro Nikolic (foto Giovanni Fedi)

Questione di dettagli o di episodi, si dice spesso a caldo. A volte dimenticando o omettendo che sia i primi che i secondi girano spesso a favore di chi ha la lucidità, l’esperienza e la sicurezza di saperli sfruttare. Cantù ieri sera ha dimostrato perché è la favorita a salire: tenuta molto al di sotto delle proprie medie stagionali, la formazione brianzola è tuttavia riuscita a fare cose che, in tutta l’annata, nessuna avversaria era mai riuscita a compiere contro Pistoia. Innanzitutto ha vinto nettamente la lotta a rimbalzo, creandosi addirittura ben dieci seconde opportunità al tiro nella propria metà campo offensiva. Infine ha diverse volte imposto ai biancorossi il proprio ritmo: non era mai capitato di vedere una squadra capace di correre il campo e di superare così in scioltezza la pressione di Della Rosa e compagni, bravi comunque ad abbassare le percentuali di diverse bocche da fuoco canturine.

Nonostante tutto questo – e qui sta la forza dei biancorossi – Pistoia ha contenuto i danni, giocando un primo tempo al limite della perfezione e arrivando addirittura all’ultimo quarto in vantaggio. Il tutto con un Copeland semplicemente annullato, come da piano partita di coach Meo Sacchetti, e con una sofferenza pressoché costante nel reparto lunghi, dove Hunt e Da Ros hanno davvero fatto vedere i sorci verdi a tutti. Quindi la prestazione dei toscani, alla fine dei giochi, è risultata tutto tranne che non all’altezza di ciò che ci hanno mostrato lungo tutto l’arco della stagione. E bene ha fatto coach Nicola Brienza a sottolinearlo.

Questo per dire cosa? Che, aldilà di tutto, questo giovane gruppo ci crede. Scende in campo con l’idea di battere un’avversaria a dir poco proibitiva per i mezzi che ha disposizione e, alla fine, perde solamente per i dettagli. Pistoia ha dalla sua la motivazione e la forza del gruppo e, sicuramente, potrà togliersi ancora delle soddisfazioni in quel che resta di questa stagione. L’asticella, adesso, si è semplicemente alzata e servirà crescere ancora per fare quell’unico passo in più che rimane per essere una contendente a 360 gradi.

Servirà, invece, che l’ambiente si rimetta in scia di chi lo rappresenta sul campo, visti gli scarsi numeri raggiunti nella pur sentita sfida contro Cantù. 1900 spettatori, ossia 200 in meno della gara infrasettimanale contro Cento e addirittura 1000 in meno dell’ininfluente sfida contro la Fortitudo Bologna. Un dato allarmante ed estremamente deludente in un momento in cui la stagione presenta delle sfide di alto livello e in cui, di solito, ci si stringe tutti attorno alla squadra.

Appunto, la squadra: l’unica che, ad oggi, crede di poter fare una post-season da protagonista. Perché aldilà degli slogan e delle citazioni canore, da Gianluca Grignani a Renato Zero, la piazza pistoiese ha dimostrato di non crederci. Non in una promozione o, rimanendo realisti, anche solo nell’apertura di un ciclo vincente. Il tutto nel silenzio, si immagina e si spera imbarazzato, della società. Nel frattempo, anche coach Brienza e i suoi giocatori si sono ormai stancati di fare appelli alla città. Come non comprenderli?

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