martedì, Settembre 15, 2026

I mondi dorati e la vita vera dei comuni mortali

di Fabrizio Geri

PISTOIA – Oggi mi è arrivata la bolletta della luce: 500 euro per due mesi. Una cifra che lascia senza parole, soprattutto se confrontata con le bollette precedenti, che erano circa la metà.
E mentre una famiglia normale si trova a fare i conti con aumenti, rincari e spese sempre più difficili da sostenere, continuiamo a sentirci dire che il Paese gode di ottima salute.
Ma viene spontaneo chiedersi: di quale Paese stiamo parlando?
Perché esistono mondi dorati, lontanissimi dalla vita quotidiana della gente comune. Esiste il mondo dorato del calcio, dove circolano cifre che per un lavoratore rappresentano una vita intera di sacrifici. Esiste quello del tennis, dove i campioni possono guadagnare in un torneo quanto una persona normale non riuscirebbe a mettere da parte in decenni. Esiste quello dell’automobilismo, fatto di sponsor, contratti milionari e privilegi.
E poi esiste un altro mondo dorato: quello politico.
Un mondo nel quale stipendi, indennità, privilegi e prospettive economiche sembrano appartenere a una realtà diversa da quella di chi, ogni mese, deve scegliere quali spese pagare e quali rimandare.
Non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Ma è difficile non provare amarezza quando si vede la distanza crescente tra chi governa e chi deve vivere concretamente le conseguenze delle decisioni economiche.
Io, per esempio, ho dovuto installare l’aria condizionata per una ragione che va oltre il semplice comfort: per tutelare la salute di mia moglie e proteggerla da un caldo diventato insopportabile. Non è stato un capriccio, né una spesa fatta per concedersi un lusso. È stata una necessità.
E adesso quella necessità pesa anche sulla bolletta.
È facile parlare di consumi, risparmi e sacrifici quando il costo dell’energia rappresenta soltanto una voce tra tante. Molto più difficile è affrontare il problema quando ogni aumento incide direttamente sul bilancio familiare.
La domanda, allora, è semplice: quanto è ancora distante la politica dalla vita reale delle persone?
Perché mentre nei palazzi si parla di crescita, di indicatori economici e di un Paese che starebbe bene, nelle case degli italiani si fanno i conti con le bollette. Si rinuncia a qualcosa. Si rimanda una spesa. Si guarda con preoccupazione il conto corrente prima di accendere un elettrodomestico.
E non c’è nulla di “dorato” in tutto questo.
Il problema non è soltanto quanto costa una bolletta. Il problema è la sensazione di vivere in due Paesi diversi: quello raccontato dai numeri e dalle dichiarazioni ufficiali e quello vissuto ogni giorno da milioni di cittadini.
Chi governa dovrebbe ricordarsi che dietro ogni bolletta non ci sono semplicemente kilowattora e cifre da pagare. Ci sono persone, famiglie, anziani, malati, lavoratori e pensionati.
E forse, prima di dire che il Paese gode di ottima salute, sarebbe necessario guardare dentro quelle case.
Perché un Paese può anche avere buoni indicatori economici, ma se una famiglia deve preoccuparsi di una bolletta raddoppiata dopo aver utilizzato l’aria condizionata per proteggere la salute di una persona cara, allora c’è ancora qualcosa che non funziona.
Esistono mondi dorati: il calcio, il tennis, l’automobilismo e, purtroppo, anche quello politico. Ma fuori da quei mondi dorati esiste la vita vera. E quella vita, oggi, costa sempre di più.

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