FIRENZE – Venerdì 1° maggio Cobas Alia ha formalizzato l’adesione allo sciopero generale indetto da Usi-Cit per l’intera giornata. L’’azienda informa che i servizi di raccolta rifiuti e pulizia delle strade non saranno garantiti.
Saranno garantiti soltanto i servizi minimi essenziali: raccolta e trasporto rifiuti definiti pericolosi; raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani per utenze scolastiche, mense pubbliche e private, ospedali, case di cura, ospizi, centri di accoglienza, orfanotrofi, stazioni ferroviarie ed aeroportuali, caserme e carceri; pulizia dei mercati, aree sosta attrezzate, aree di interesse turistico e museale; interventi urgenti su segnalazione dell’autorità sanitaria o di pubblica sicurezza.
“Riteniamo – scrivono i Cobas – che questa giornata debba tornare ad essere patrimonio esclusivo dei lavoratori e delle lavoratrici per il valore storico che essa rappresenta nella lotta per i diritti e la riduzione dell’orario di lavoro. In Alia tutte le festività, dalle domeniche a quelle infrasettimanali, sono diventate oggetto negli anni di continui attacchi: da parte aziendale per via della sua smania, anche ingiustificata, (con costi che vanno a ricadere sui cittadini, vedi aumenti TARI) e dall’incapacità nell’organizzare servizi sia sul territorio e soprattutto nell’organizzazione interna; da parte sindacale nel cedere pezzi di conquiste in cambio di un bonus giornaliero delle festività in generale, visto che il nostro salario è sempre più basso anche a causa di rinnovi che non portano ad un reale recupero dell’inflazione. Ancora una volta l’azienda ha voluto giocare con la vita dei lavoratori e lavoratrici mettendo a lavoro 434 comandi su tutta l’area servita da ALIA, proprio il giorno “sacro” per tutta la classe lavoratrice: il 1° maggio. Sappiamo che la nostra categoria è obbligata ad effettuare servizi per il decoro e la raccolta dei rifiuti, ma riteniamo che questi debbano essere ai minimi dei minimi, garantendo servizi strettamente essenziali, come sempre è accaduto negli anni passati quando, va ricordato, le nostre periferie erano più pulite rispetto ad oggi che lavoriamo h24 su h24”.





