BORDIGHERA (Imperia) (Ansa) – E’ morta perché l’hanno picchiata.
L’hanno picchiata tante volte, così tante che Beatrice, 2 anni, non ce l’ha fatta più. Se l’è portata via un trauma cranico violento dopo giorni e giorni di “percosse di selvaggia intensità”, di vessazioni “crudeli”. E per questo, per queste botte e sevizie, Manuel Iannuzzi, il compagno della madre della piccola, è stato arrestato stamani.

E a lei, M.A., che già si trovava in carcere per omicidio preterintenzionale, inquirenti e investigatori adesso contestano lo stesso reato dell’uomo: maltrattamenti aggravati e continuati da cui è derivata la morte della bambina. La svolta è arrivata sabato mattina, dopo mesi di indagini scattate quando, il 9 febbraio, il cadavere della piccola era stato trovato in casa della madre. Era stato il medico legale a trovare sul corpo di Beatrice lividi e escoriazioni.
Le contraddizioni e le bugie della donna, con il referto del medico legale, hanno innescato le indagini dei carabinieri coordinati dalla procura di Imperia. Gli arresti e ciò che a questi ha portato sono stati illustrati dal procuratore capo di Imperia Alberto Lari che, non senza difficoltà vista la commozione per una vittima così piccola, ha spiegato un’indagine meticolosa che ha portato all’esecuzione della doppia misura cautelare in carcere ancor prima del deposito definitivo delle consulenze del Ris di Parma e del medico legale Francesco Ventura.
“Non ce la sentivamo, umanamente, di andare avanti così – ha dtto il procuratore -. Ritenevamo di avere già elementi probatori molto consistenti e il tempo passava”. Il quadro di violenze è descritto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, che in 33 pagine ha racchiuso i “gravissimi indizi di reato” raccolti in questi mesi dagli inquirenti e avvalorati dalle dichiarazioni delle due sorelle maggiori della piccola Bea. Secondo la ricostruzione della procura, Beatrice sarebbe stata vittima di ripetute aggressioni fisiche.





