FIRENZE – “Le 357 domande presentate in Toscana per i 200 posti del nuovo Corso di formazione in medicina generale rappresentano un segnale molto positivo. Dimostrano che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, molti giovani medici continuano a vedere nella medicina generale una scelta professionale importante e ricca di significato”.
Così Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana, commenta i dati relativi al bando per il Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-2029, che a livello nazionale ha raccolto quasi 6mila domande per 2.651 posti disponibili.
“Questo risultato smentisce l’idea che i giovani non siano più interessati alla medicina di famiglia. La disponibilità esiste, ma deve essere accompagnata da un sistema capace di offrire prospettive concrete, stabilità e strumenti adeguati per svolgere al meglio la professione. Il numero delle candidature – spiega Biancalani – impone una riflessione non soltanto sulla quantità dei posti disponibili, ma anche sulla qualità del percorso formativo e sulle condizioni che i medici troveranno una volta entrati nel sistema sanitario territoriale”.
“Non possiamo chiedere ai giovani di investire nella medicina generale per poi lasciarli soli davanti alla burocrazia, alla carenza di personale di studio, alle difficoltà organizzative e a carichi assistenziali sempre più complessi. Occorre costruire un percorso coerente che parta dalla formazione e prosegua con un accesso rapido alla professione, forme di affiancamento e una reale possibilità di lavorare in équipe”, sottolinea il segretario della Fimmg Toscana.
Secondo il sindacato dei medici di famiglia toscani, c’è poi da affrontare il problema del valore economico della borsa di studio. Il corso di formazione ha una durata triennale, richiede un impegno a tempo pieno e prevede una borsa di 11.603,50 euro lordi all’anno.
“Non possiamo chiedere a un giovane medico di dedicarsi a tempo pieno per tre anni alla propria formazione riconoscendogli un sostegno economico che non è più adeguato al costo della vita e alla responsabilità del percorso intrapreso – fa notare Biancalani –. È necessario un intervento nazionale per aumentare strutturalmente l’importo delle borse e rimuovere una disparità che rende il percorso meno sostenibile rispetto alle altre formazioni mediche post-laurea”.
“Alla luce del momento particolarmente delicato che sta vivendo la medicina generale italiana e delle carenze di medici che interessano molte aree del Paese, chiediamo anche una misura straordinaria affinché nessuna borsa vada perduta. Se in alcune regioni il numero dei candidati dovesse essere inferiore ai posti disponibili, quelle borse dovrebbero essere riassegnate alle regioni che, come la Toscana, registrano un numero di domande superiore ai posti banditi. In una fase in cui il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di nuovi medici di famiglia – conclude il segretario della Fimmg Toscana –non possiamo permetterci di sprecare nemmeno un’opportunità formativa”.





