PISTOIA – Carosello, mitica pubblicità che era anche spettacolo in pillole, ci riporta alla pubblicità d’altri tempi che i meno giovani ricordano con nostalgia.
Sarà proprio “Carosello: storia di un mito” che Monica Menchi porta in scena con Associazione Progetto Teatro il primo luglio alle 21,30 a Villa Stonorov, sede della Fondazione Vivarelli a Felceti, per “Notti di Stelle”. E le stelle non sono solo gli spettacoli che vi vengono rappresentati ma quelle che brillano in cielo nello scenario dell’anfiteatro della Villa dove si svolgono gli spettacoli nelle calde sere d’estate e che quel caldo mitiga con il piacevole fresco dell’ambiente.

Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Monica, è arricchito dalla musica con arrangiamenti del Maestro Daniele Biagini che accompagna il canto di Antonella Grumelli. Il cast dello spettacolo è composto da Lorenzo Bertocci, Marcello Bindi, Lorenzo Bracali, Silvano Cappellini, Federica Cioni, Michele Di Dio, Giada Tommei, Iacopo Sani con la parte tecnica curata da Marco Poli.
Per aiutare i più giovani a capire cosa è stato carosello si torna con la mente a quel periodo con quanto scrive Menchi nella presentazione: “C’è stato un tempo in cui l’Italia intera si fermava davanti a un sipario di carta che si apriva sullo schermo in bianco e nero. Non era solo pubblicità; era un rito collettivo, una punteggiatura necessaria nelle giornate di milioni di famiglie. “Dopo Carosello tutti a nanna” non era un ordine, ma l’ultima riga di una favola quotidiana.”
Carosello è stato un programma televisivo iconico che ha segnato un’epoca nella storia della televisione italiana. Andato in onda per la prima volta il 3 febbraio 1957, ha rivoluzionato il modo di fare pubblicità e intrattenimento. Ogni episodio era composto da brevi sketch e spot pubblicitari trasformati in veri e propri cortometraggi, accompagnati spesso da canzoni memorabili.
Il programma ha rappresentato non solo una vetrina per i prodotti commerciali, ma anche un ponte culturale per il pubblico, riflettendo e influenzando i cambiamenti sociali e i costumi dell’Italia del dopoguerra.
Durante gli anni ’60 e ’70, Carosello è diventato un vero e proprio rituale serale per le famiglie, un momento di aggregazione che precedeva la buonanotte dei bambini. La sua influenza è stata così forte che molti spot e personaggi sono rimasti nella memoria collettiva, diventando parte della cultura popolare italiana.
Il momento di andare a letto senza aver visto Carosello era considerato quasi una punizione per i bambini dell’epoca, sottolineando l’importanza del programma nel contesto familiare. Carosello ha così contribuito a formare una generazione, lasciando un’eredità duratura nel panorama televisivo e pubblicitario italiano.
Per la serata del 1° luglio con ingresso a 15 euro, informazioni e prenotazione tel. 338 7290938 – 0573.477423.










