Giorgio Tesi Group Pistoia

Della Rosa 8 (20 punti, 7/11 dal campo, 2 rimbalzi, 1 palla rubata in 25’) – Sei delle tredici triple che Pistoia mette a segno portano il suo nome. In Salento di solito ci si va in vacanza, il capitano invece indossa la divisa da lavoro concedendosi una serata da bombardiere. Infatti è lui ad iniziare e poi concludere l’opera di demolizione di Nardò. Il tutto senza dimenticare la solita pressione sui portatori di palla.
Copeland 6,5 (7 punti, 2/6 dal campo, 2 rimbalzi, 3 palle rubate, 1 assist in 14’) – Senza dubbio atteso, al netto del fatto che ha conosciuto tutti tre giorni fa. Niente da chiedergli se non qualche piccolo segnale che, per fortuna, arriva. A primo impatto colpisce la sua velocità e destrezza nel correre in transizione. Giustamente impreciso e ancora un po’ smarrito, con cinque palle perse, nel quarto periodo infila due bombe (una con fallo subito) che chiudono il discorso.
Farinon n.e.
Saccaggi 6,5 (8 punti, 3/6 dal campo, 3 rimbalzi, 6 assist in 32’) – Con il suo amico ‘Della’ a gettare terrore sulla difesa di Nardò, il suo compito diventa quello di mantenere il ritmo e l’intensità nei suoi. Che è come chiedere ad un fornaio se fa il pane, per carità, ma ‘Sacca’ comunque esegue e porta a casa una gara di grandissima sostanza, con la ciliegina dei passaggi vincenti, voce tecnica in cui sta crescendo di partita in partita.
Del Chiaro 6,5 (10 punti, 5/8 dal campo, 1 rimbalzo, 1 assist in 17’) – Dopo la crisi con San Severo non poteva esserci niente di meglio che trovare una bella serata al tiro. Di Carlo punta molto sul duo di lunghi Borra-Poletti, scelta che costringe Brienza a preferirgli spesso Magro per mere motivazioni fisiche. ‘Angelone’ comunque sfrutta appieno il tempo che ha a disposizione e non sfigura di fronte al suo più esperto ex compagno di squadra, che rimane a secco per gran parte della gara.
Magro 6 (3 punti, 1/4 dal campo, 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata in 22’) – Non una partita semplice per lui, anche perché di fronte ha uno dei pochi centri in grado di contrastarlo fisicamente. Borra infatti, nella fase centrale della gara, è la vera spina nel fianco di Pistoia, rubandogli spesso il tempo per un rimbalzo o un appoggio a canestro. Non esce vincitore dal confronto, ma trova comunque il modo di produrre qualcosa di importante per i suoi.
Allinei n.e.
Pollone 6,5 (10 punti, 3/8 dal campo, 4 rimbalzi, 2 palle rubate, 2 assist in 27’) – Con Copeland che ancora deve ambientarsi, continua il suo percorso da uomo chiave su entrambi i lati del campo. I suoi punti arrivano tutti nel primo tempo, segno della sua capacità di connettersi subito alla gara. E se gli esterni pugliesi per gran parte della gara fanno scena muta è anche merito suo.
Varnado 6 (11 punti, 5/18 dal campo, 4 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata in 31’) – Altra gara da comune mortale per la punta di diamante del roster, con la doppia cifra raggiunta solo negli ultimi minuti. Senza dubbio avere per gran parte della gara un non pari ruolo in marcatura lo mette in difficoltà e la sua prestazione è salvata dalla generosità che dimostra nel dare manforte ai compagni.
Wheatle 8 (17 punti, 6/11 dal campo, 9 rimbalzi, 3 palle rubate, 3 assist in 30’) – Insieme al suo capitano, il più continuo e determinante di giornata. ‘Doppia doppia’ sfiorata e un 26 di valutazione che è lo specchio della sua superiorità mentale e tecnica. Non basta? Allora guardate il terzo quarto e vi accorgerete che è ovunque, in ogni azione. Gli aggettivi ormai sono finiti.
Coach Brienza 7 – Si arrabbia e non poco per i punti che vengono concessi a Nardò nel quarto periodo, a gara ormai archiviata. Bene che sia così, anche se i suoi sono stati capaci di tenere uno dei migliori attacchi del campionato a 51 in 30’. Bene anche la gestione dei minutaggi: basti pensare che Wheatle non gioca per un intero quarto, ossia una rarità.
HDL Nardò
Parravicini 5,5 – 10 punti distribuiti perfettamente nei due tempi. Senza dubbio più propositivo e frizzante dell’evanescente titolare, anche se cade spesso nelle trappole che i marcatori biancorossi gli tendono in fase di impostazione.
Poletti 5 – Da ex con un dente avvelenato e da miglior marcatore dei suoi, vive un primo tempo da incubo dove non trova mai il fondo della retina. Si sblocca solo nelle fasi finali del terzo quarto, ma non riesce ad azionare l’arma tattica del tiro dalla lunga. Il suo contributo arriva quando ormai è troppo tardi.
Baccassino n.e.
Baldasso 5,5 – Dalla panchina prova a dare una scossa ai suoi segnando anche due triple che rimangono tuttavia estemporanee e non diventano benzina per trovare continuità. Anzi, in entrambe le occasioni Della Rosa gli risponde con la stessa medicina.
La Torre 5,5 – Nel primo quarto segna più della metà dei punti di Nardò. Poi le rotazioni, con l’utilizzo del doppio pivot, lo fanno retrocedere nelle gerarchie e l’ex Cantù non riprende più il filo del discorso.
Ceron 5,5 – Senza dubbio tra i più efficaci nella squadra granata, specie nel primo tempo dove segna 8 degli 11 punti della sua gara. Nel secondo tempo cala vistosamente e colleziona, suo malgrado, anche cinque brutte palle perse.
Vasl 5 – Per larghi tratti della partita è un mistero, con coach Di Carlo che ancora una volta dà più spazio a Parravicini. Sua la prova più incolore, con quei soli quattro punti in coda di terzo quarto che sono troppo pochi per le responsabilità che dovrebbe avere in campo.
Stojanovic 5 – Una gara che è il riassunto della sua carriera. Doti tecniche che in A2 sarebbero fuori scala, ma mai accompagnate dalla continuità. Incredibile pensare che i suoi 13 punti arrivano tutti quando ormai la partita è bella che andata.
Renna n.e.
Antonaci n.e.
Donda n.e.
Borra 6,5 – Giovane prospetto e mascotte di quella GTG Pistoia che centrò l’A1, ritrova la sua ex squadra da giocatore ormai navigato, offrendo a Nardò l’unica prestazione solida che si ricordi. La sua presenza dentro il pitturato è preziosa nel dare qualche sicurezza in una partita vissuta dai suoi senza appigli certi.
Coach Di Carlo 5,5 – Ha a disposizione un roster squilibrato e con evidenti problemi a trovare continuità. La sua esperienza lo aiuta a trovare delle soluzioni, che però sono cerotti su ferite da reparto di chirurgia se per 30 minuti il talento offensivo dei suoi non viene fuori.
(f.b.)





