mercoledì, Settembre 9, 2026

Nuova Pistoiese, la lettera dei tifosi ‘Only Orange’

PISTOIA – “All’indomani della presentazione del Pistoia Football Club, possiamo finalmente esprimere il nostro punto di vista in base a qualcosa di ufficiale e non solo chiacchierato. E lo facciamo dopo che gli eventi si sono sviluppati proprio come avevamo previsto”. E’ quando evidenziano i tifosi del gruppo Only Orange.

Che continuano: “Il nostro comunicato ha l’intento di manifestare la nostra idea su ciò che sta accadendo a Pistoia, ma anche di dar voce a tutti quei tifosi della Pistoiese (e non sono pochi) che, pur mantenendo il silenzio, condividono il nostro pensiero e le nostre perplessità su tutta questa operazione”.

Di seguito la lettera al presidente Sergio Iorio.

Egregio Sig. Iorio, il nostro gruppo è costituito da persone che a vario titolo hanno fatto parte negli ultimi trent’anni della tifoseria organizzata della Pistoiese, costituendo parte attiva della vita della Curva e del Movimento Ultras cittadino. In questi anni, abbiamo visto vittorie (poche) e sconfitte (molte), abbiamo gioito e sofferto, ma sempre animati da un unico Credo, ovvero che cambiano società e presidenti, allenatori e giocatori, ma l’unica cosa che resta immutabile è la Pistoiese e la nostra Fede e senso di appartenenza alla squadra che rappresenta la nostra città, la nostra gente, la nostra vita.

Dalla fine degli anni ’80 ad oggi siamo incappati in tante stagioni tribolate e vissuto due fallimenti. Abbiamo visto morire i nostri colori ed abbiamo partecipato alla loro rinascita, senza mai guardare al risultato, alla posizione di classifica, alla categoria. Se si dovesse guardare soltanto a questo, il calcio delle serie inferiori sarebbe già morto da tempo. Veniamo al punto principale. Il Pistoia Football Club è una squadra che, come ha detto
lei, non è altro che l’Aglianese riverniciata di arancione e con un nome ed uno stemma (peraltro parecchio brutto) nuovi di zecca. Ai nostri occhi, la sua creatura non è nemmeno lontana parente della Pistoiese e, finché porterà questo nome, non significa niente e dunque non ci interessa e non la seguiremo. Perché noi siamo tifosi della Pistoiese, non del Pistoia FC. Riteniamo questa posizione coerente con i valori che dovrebbero essere propri di ogni vero tifoso non dimenticando mai tutti coloro che, come noi, hanno speso tempo, soldi e passione per il loro ideale, tutti quei ragazzi che ci hanno troppo presto lasciato con la Pistoiese nel cuore e tutti quelli che hanno pagato e stanno pagando a caro prezzo (vedi diffide di molti anni) questo amore.

Se poi, come ha detto, è realmente sua intenzione ricomprare il marchio e poter legittimamente usare il nome Pistoiese, saremmo disposti a rivedere le nostre posizioni sulla presenza allo stadio anche se i dubbi resteranno lo stesso: vede, la sua scelta è
rispettabile, perché i soldi sono suoi. Purtroppo, per chi vive di passione come noi, il “peccato originale” che la sua nuova Pistoiese abbia l’anima neroverde e non arancione sarà difficile da metabolizzare. Se avesse deciso di ripartire da dove avremmo meritato, con una nuova società dotata di una matricola autentica, come fu fatto quindici anni fa, allora oggi saremmo i primi a batterle le mani.

E invece, ad oggi siamo dubbiosi, non delle sue intenzioni, senz’altro le migliori possibili, ma del modo in cui le ha messe in pratica. Aveva l’opportunità unica di essere l’alfiere di un progetto inclusivo, che coinvolgesse una città e riallacciasse i fili della storia. Tale occasione, se lo lasci dire, l’ha perduta ed il progetto che ha creato è un progetto divisivo, sia nelle fondamenta, sia per le persone che si è messo intorno. Ogni riferimento al signor Fossati non è puramente casuale. Fu lui, un anno fa, a predirci puntualmente ciò che
ieri è ufficialmente successo. Che lei non ne sapesse niente, francamente, viene difficile crederlo, visto che la sua presenza dietro l’ex presidente dell’Aglianese è stata percepita e riferita da tutti da un anno a questa parte.

Fabio Fossati non è e non sarà mai persona gradita alla tifoseria, dato che questo
personaggio, quando era ancora ai vertici di un’altra società, ha interferito ripetutamente nella vita della Pistoiese, mancando di rispetto, nelle forme piu disparate, alla città ed ai suoi tifosi con condotte, dentro e fuori il rettangolo verde che sono di dominio pubblico. Come ha detto ieri, le aziende si fondano sulle persone e se le persone a cui si affida sono queste, beh, tanti auguri! Concludiamo dicendole due cose: la prima è che le auguriamo che la città sia davvero unita dietro al suo progetto come le viene raccontato dal popolo dei social. La nostra esperienza di stadio ci dice che quando si dovrà passare dalle parole
(anzi, dai post) ai fatti, questo seguito sia destinato ad assottigliarsi drasticamente.

La seconda è che, se si realizzeranno i presupposti per vedere nella sua squadra la nostra squadra, lei, come chi l’ha preceduta, sarà giudicato per l’impegno profuso e per i risultati che riuscirà a conseguire senza che ad oggi lei possa godere di alcun credito ed anzi sia chiamato a dimostrare più di altri viste le premesse con le quali si è imbarcato in questa avventura”.

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