martedì, Settembre 22, 2026

Omicidio in carcere a Prato, vittima detenuto 32enne

PRATO (ANSA) – Omicidio nel carcere di Prato dopo una colluttazione in cella fra reclusi. E’ stato trovato ucciso in una camera di sicurezza un detenuto di 32 anni, della Nigeria.

Il medico legale gli ha riscontrato un trauma cranico causato da un corpo contundente ed emorragia dal naso. Il decesso risale a ieri sera. La cella è nella sezione riservata agli autori dei reati sessuali (sex offenders) e la vittima vi era ristretta con altri tre detenuti. La procura di Prato indaga per omicidio preterintenzionale.
Sempre dall’ispezione cadaverica, emerge che il 32enne nigeriano aveva una ecchimosi all’interno del labbro superiore e una ferita lacero-contusa sul lato sinistro della fronte. Le indagini sono condotte dalla polizia penitenziaria e dalla squadra mobile di Prato e sono dirette a ricostruire la dinamica del fatto, chi è l’omicida e i motivi dello scontro che ha portato all’assassinio nel carcere. Sul posto anche la polizia scientifica per i rilievi di competenza.
Continua, afferma la Procura pratese, “l’ondata di violenza al penitenziario La Dogaia, che ha un progressivo sovraffollamento (640 ristretti e celle che in molti casi hanno quattro detenuti, come questa dell’omicidio)” e che presenta forme di “grave illegalità”.

“La morte di un detenuto nella Casa Circondariale di Prato è l’ennesimo episodio che torna a mettere in luce il grave quadro di criticità in cui versa da anni la Dogaia – dichiarano le consigliere e i consiglieri comunali del Pd -: sovraffollamento, carenza di personale, condizioni strutturali difficili, episodi di violenza, tensioni continue e una crescente difficoltà nel garantire sicurezza, dignità e percorsi di recupero. Una situazione che abbiamo denunciato più volte e che richiede risposte immediate da parte del Governo. Esprimiamo vicinanza ai familiari della persona deceduta e un sincero ringraziamento agli agenti della Polizia Penitenziaria, agli operatori sanitari e a tutto il personale che ogni giorno opera in condizioni estremamente difficili. La Casa Circondariale di Prato non può continuare a essere lasciata sola. Servono interventi urgenti da parte del Governo e dell’Amministrazione penitenziaria per restituire sicurezza, dignità e condizioni detentive rispettose dei principi costituzionali”.

“Morire mentre si è affidati alla custodia dello Stato è una sconfitta per le istituzioni e una ferita per tutta la comunità.

Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Marco Furfaro e Christian Di Sanzo.

“«”Da anni denunciamo il sovraffollamento, la carenza di agenti, medici, educatori e personale amministrativo, le condizioni insostenibili per chi è detenuto e per chi lavora alla Dogaia. Abbiamo presentato interrogazioni, atti parlamentari e chiesto risorse. Il Governo ha risposto con promesse puntualmente disattese”.

“È vergognoso che la destra trovi il tempo per difendere chi fa affari con persone condannate per mafia, ma non per affrontare l’emergenza delle carceri. Ora basta parole: Nordio venga a Prato, riferisca in Parlamento e presenti un piano straordinario per la Dogaia. Servono meno sovraffollamento, più personale, assistenza sanitaria e sicurezza. La pena non può trasformarsi in abbandono, violenza o morte”.

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