lunedì, Giugno 15, 2026

Palazzo chiuso, città aperta: il segnale sbagliato del nuovo sindaco

PISTOIA – Per me questa era la quarta partecipazione consecutiva alla rievocazione della Coppa della Collina. In tutte le precedenti edizioni, il sindaco, oppure un rappresentante dell’Amministrazione comunale, era sempre presente per portare il saluto della città agli organizzatori e ai partecipanti. Quest’anno, per la prima volta, non si è visto nessuno. Un’assenza che ha colpito molti dei presenti e che inevitabilmente porta a interrogarsi sul significato di un segnale tanto insolito quanto evidente.
Ci sono gesti che valgono più di mille discorsi. E ci sono assenze che finiscono per diventare un messaggio politico.
Quello andato in scena stamattina in Piazza del Duomo, durante la rievocazione della storica Coppa della Collina organizzata dal Veteran Car Club Pistoia ,rischia di essere ricordato proprio per questo. Non per le splendide vetture storiche, non per la partecipazione degli appassionati, non per l’impegno dei volontari che da anni mantengono viva una manifestazione che appartiene alla storia della città. Ma per l’assenza totale dell’Amministrazione comunale.
Per anni il sindaco o un suo rappresentante hanno portato il saluto della città a un evento che valorizza il territorio, richiama visitatori e custodisce una parte importante della memoria collettiva pistoiese. Quest’anno, invece, nessuno. Nessuna fascia tricolore. Nessun assessore. Nessun delegato.
E come se non bastasse, il portone del Palazzo Comunale sbarrato proprio mentre la piazza si animava di persone, passione e partecipazione.
Una coincidenza? Forse. Ma in politica anche i simboli contano. Anzi, spesso contano più delle parole.
Per questo è difficile non leggere quanto accaduto come un segnale preoccupante. Un segnale di disattenzione verso il mondo dell’associazionismo, verso chi dedica gratuitamente tempo e risorse per organizzare eventi che promuovono Pistoia e ne rafforzano il senso di appartenenza.
Le associazioni non chiedono favori. Non chiedono contributi straordinari. Chiedono soltanto che le istituzioni riconoscano il valore del loro lavoro. Un saluto, una stretta di mano, una presenza di pochi minuti. Nulla di più.
Eppure neppure questo è arrivato.
La domanda, allora, è inevitabile: quale rapporto intende costruire il nuovo sindaco con il tessuto associativo della città? Perché se il buongiorno si vede dal mattino, l’impressione non è delle migliori.
Pistoia ha una lunga tradizione di volontariato, cultura e associazionismo. È grazie a queste realtà se molte iniziative continuano a vivere e a rappresentare un patrimonio per tutti. Ignorarle significa ignorare una parte della città reale.
Forse l’Amministrazione aveva impegni più urgenti. Forse esistono spiegazioni che ancora non conosciamo. Ma quando un evento storico trova una piazza aperta e partecipata e un Palazzo chiuso e silenzioso, il contrasto appare evidente.
La politica dovrebbe essere presenza, ascolto e vicinanza. Stamattina, invece, molti hanno visto soltanto distanza.
E le distanze, quando si parla di istituzioni e cittadini, non sono mai un buon segnale.

Fabrizio Geri

Cittadino del mondo

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