Marliana – Domenica 28 luglio 2024, nell’antica pieve di S. Leonardo a Serra Pistoiese, si è svolta la cerimonia di inaugurazione del restauro dell’altare barocco in testa alla navata di sinistra e della scultura fittile del ‘500 con la Maternità. L’intervento, completando un progetto di recupero della splendida pieve di S. Leonardo sviluppatosi nel corso di numerosi anni, segna un importante traguardo ed è il risultato della dedizione dei parrocchiani e del costante impegno di Monsignor Umberto Pineschi.

Dopo la celebrazione della Messa, l’evento è proseguito con l’intervento di autorità cittadine quali Monsignor Umberto Pineschi, promotore, il Vescovo Fausto Tardelli, il Prefetto Licia Donatella Messina, il Sindaco di Marliana Federico Bruschi, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Luca Gori, che ha contribuito economicamente al restauro, che hanno espresso le loro riflessioni e ringraziamenti. Infine, la restauratrice Laura Vannucchi ha illustrato, con una introduzione storico-artistica, i lavori di restauro svolti ed i risultati ottenuti.

“Il restauro dell’altare settecentesco della Pieve di San Leonardo e della scultura in terracotta policroma della Madonna col Bambino ha restituito splendore e vivacità a elementi artistici precedentemente nascosti da strati di polvere e depositi atmosferici. Sono riemerse dorature, marmi verdi e bianchi e stucchi di notevole pregio.
L’incarnato originale della Vergine e del Bambino ha ripreso vigore così come le vesti, rinnovate nei toni del rosso ossido, malachite e blu azzurrite. Hanno riacquistato una nuova valenza decorativa il bordo dell’abito, ornato con putti e delfini, e le pieghe dorate dell’orlo che arricchiscono la veste.
Sull’altare, nel cartiglio collocato sopra la nicchia e sostenuto da due angeli, si legge l’iscrizione “Terribilis ut castrorum acies” (Terribile come un esercito schierato) tratta dal Cantico dei cantici. Sotto di essa, uno stemma riporta la scritta “Nativitas B. V. Mariae”, mentre sul paliotto d’altare un’altra iscrizione fornisce la data di realizzazione del manufatto, “Piorum elemonysis A. D. MDCCXXIX”.
Già a una prima osservazione il manufatto appariva notevolmente compromesso a causa di innumerevoli rimaneggiamenti. Pertanto, prima dell’intervento, è stata condotta un’analisi più approfondita. Le indagini chimiche effettuate in laboratorio hanno confermato la presenza di precedenti interventi di recupero, rivelando diversi strati di colore sovrapposti all’originale e materiali estranei impiegati come protettivo o medium.
L’installazione del ponte ha consentito l’accesso a tutte le parti dell’altare e del dossale architettonico, avviando così i lavori di restauro. Le parti dorate hanno subito un’accurata pulizia e il fissaggio della superficie, mentre gli altri elementi dell’altare e della scultura sono stati trattati con materiali specifici per rimuovere lo sporco, consolidare i numerosi distacchi dal supporto, stuccare le fessurazioni, recuperare le lacune e ricostruire il modellato delle parti mancanti.
È stata inoltre restaurata la mancanza di colore delle superfici policrome dell’altare, dei finti marmi e della scultura, così come quelle dorate. Durante l’intervento, è riemersa la cromia originale azzurra della nicchia che ora fa da sfondo alla Madonna col Bambino. Ricostruita seguendo le tracce rinvenute sotto lo strato di scialbo, consentendo oggi di ammirare la scultura settecentesca nella sua forma più autentica e suggestiva.”
L’altare può essere ammirato nel suo rinnovato splendore durante i normali orari di apertura della Pieve.


