PRATO – Un anno di scuola per imparare a gestire i conflitti e per diventare persone che, nella vita quotidiana, contribuiscono a migliorare le loro comunità e costruiscono progetti di pace. Sono sedici le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori pratesi che, negli ultimi dieci anni, hanno scelto di frequentare il Quarto Anno Rondine nella Cittadella della Pace di Arezzo, fondata da Franco Vaccari. Qui, nella World House, vivono anche giovani universitari provenienti da Paesi del mondo in conflitto che sperimentano la convivenza e il rispetto reciproco attraverso la pedagogia del confronto.

È dall’inizio che la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato sostiene, attraverso borse di studio, gli studenti delle scuole del territorio che scelgono di seguire l’esperienza del Quarto Anno Rondine e di restituirla poi, con progetti specifici, alla comunità pratese, diventando giovani.
I sedici studenti selezionati negli ultimi 10 anni provengono dagli istituti Gramsci-Keynes (6), Copernico (5), Cicognini Rodari (3). Livi (1), San Niccolò (1). Ecco i loro nomi: Benedetta Scrima, Roberto Jiang, Benedetto Mucci, Aurora Perugi, Benedetta Fanfani, Luisa Guan, Benedetta Bettazzi, Amine Harraga, Leonardo Chiti, Giacomo Parini, Feroza Gulzar, Matteo Musolesi, Martino Sanesi, Francesca Giannini, Tommaso Parini e Tommaso D’Aloia. A questi si aggiungono i due studenti selezionati per il prossimo anno scolastico: Pietro Buccelli (Gramsci Keynes) e Lucia Logli (Cicognini Rodari).
Questa mattina, nella sede della Fondazione, si è fatto il punto sul Progetto Quarto Anno. Con la presidente Diana Toccafondi, sono intervenuti il consigliere di indirizzo Luca Roti, il socio Stefano Betti e soprattutto i giovani protagonisti dell’esperienza: Benedetto Mucci che adesso è formatore a Rondine, Benedetta Fanfani che ha fatto parte del CdA di Rondine e Tommaso Parini. Presente anche Chiara Aiazzi, docente e madre di Tommaso D’Aloia che ha appena concluso il Quarto anno.
Benedetto Mucci, Tommaso Parini e Benedetta Fanfani hanno messo in evidenza il valore di un’esperienza straordinaria, che cambia realmente la vita dei giovani e che consente di essere convinti protagonisti di azioni di cambiamento e di attivare progetti concreti per coinvolgere altri giovani e per promuovere davvero la pace anche attraverso l’impegno civile e politico.
Da parte della Fondazione – ha sottolineato la presidente Toccafondi insieme a Betti e Roti – c’è l’impegno per dare continuità al sostegno del progetto che negli anni si è evoluto, nella consapevolezza che i giovani partecipanti possono portare un contributo di grande valore, una volta tornati a Prato, alla comunità coinvolgendo molti altri giovani. Un esempio? Giacomo Parini con uno Studente del Quarto anno di Vittoria, in provincia di Ragusa, ha messo a punto il progetto VOCE per favorire la partecipazione politica dei giovani nei due territori di provenienza. “Il Quarto anno riesce a creare una speciale connessione tra il sapere disciplinare e il gusto per la vita”, ha sottolineato Chiara Aiazzi.
Il Quarto anno Rondine è un’opportunità formativa e di studio riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica che ogni anno accoglie 30 studenti da tutta Italia. Si tratta di un’esperienza integrale, attenta alla persona e alla sua crescita che propone il potenziamento della capacità di trasformare i conflitti in opportunità. Il Quarto anno è un percorso capace di mettere in comunicazione con Paesi e culture diverse e di riportare nelle proprie comunità la lezione di Rondine. Il programma annuale si rivolge a giovani dei licei Classico, Scientifico e delle Scienze umane di tutta Italia che desiderano esplorare la diversità del mondo, conoscere culture nuove, ampliare i propri orizzonti e progettare il futuro concretamente. Una esperienza di scuola innovativa, dunque, che coniuga lo studio delle discipline degli indirizzi curricolari dei tre Licei con un percorso di crescita e di profonda consapevolezza di sé per lavorare sulla dimensione emotiva e relazionale, imparare ad assimilare ed elaborare gli stimoli della società globale, affrontare il futuro e le sfide della contemporaneità con sicurezza, definendo il proprio progetto di vita.



