mercoledì, Settembre 9, 2026

‘Siamo qui per restare’, manifestazione contro la violenza e per la pace a Pistoia

PISTOIA – Sono passati solo tre giorni dal ritrovamento del corpo straziato di Giulia Cecchettin e già assistiamo, con rabbia, all’ennesimo femminicidio: Rita Talamelli, strangolata dal marito a Fano, è l’ennesima donna morta per mano di un uomo.

La violenza sulle donne non conosce tregua ma viene spesso rappresentata come un problema di cui soltanto le donne devono farsi carico. Continuiamo ad assistere a narrazioni tossiche che tendono a colpevolizzare le vittime o, addirittura, siamo costrette ad ascoltare paternalistiche raccomandazioni che ci suggeriscono di “fare attenzione e guardarci le spalle”.

Questo modo di affrontare e comunicare il fenomeno della violenza sulle donne capovolge completamente (e in modo profondamente maschilista) il problema, liberando da ogni tipo di colpa e responsabilità coloro che lo creano: gli uomini violenti. Questo fenomeno, trasversale alle generazioni e alle classi sociali, è strutturale e culturale e trova le sue profonde radici nella nostra società, ancora pericolosamente patriarcale.

Ha a che fare con la definizione della virilità, con l’educazione impartita agli uomini, con la cultura del possesso e con la oggettivizzazione del corpo delle donne.

ANPI, ARCI, AUSER, CGIL, la Consigliera di Parità della Provincia di Pistoia, Donne Democratiche, Libera, Pax Christi e Sezione Soci Coop Pistoia venerdì 24 novembre alle 17.30 organizzano un’iniziativa in Piazza Gavinana, presso l’Olivo della Pace, per dire no alla violenza sulle donne ma anche per esigere misure e politiche serie e mirate per risolvere il problema.

Per chiedere la pace e l’immediato cessate il fuoco nei tanti paesi insanguinati dalle guerre, a partire da quella in Palestina, dove si sta consumando un vero e proprio genocidio e per ricordare che le donne, durante le guerre, sono vittime due volte.

“Siamo qui per restare” è lo slogan scelto per questa iniziativa: “siamo qui per restare vive, ovviamente, ma anche – dicono gli organizzatori – per restare libere (dalla violenza, dalle molestie, dagli atteggiamenti maschilisti e sessisti). Siamo qui per restare nel mondo del lavoro, nei luoghi associativi e nelle istituzioni, vedendo riconosciuto il nostro ruolo e per contrastare le discriminazioni che impediscono la piena realizzazione delle donne”.

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