PRATO – Un tavolo di confronto che punta a diventare permanente e che ha lo scopo di mantenere un filo diretto e continuamente aggiornato tra Istituzioni, categorie economiche e sindacati sul tema della Tari. E’ quello istituito oggi in Palazzo comunale e che ha visto la partecipazione dell’assessore al Bilancio Gabriele Alberti, dell’assessore allo Sviluppo economico Benedetta Squittieri, di Confartigianato Prato, Cna Toscana centro, Confindustria Toscana Nord, Confesercenti Prato, Confcommercio Pistoia-Prato e sindacati Cgil, Cisl e Uil.

Una volta fatto il punto sulle cause dell’incremento delle tariffe, dovuto ad un incremento dei costi di gestione (ovvero costi d’uso del capitale, costi di spazzamento e lavaggio strade, costi amministrativi per l’attività di gestione delle tariffe e dei rapporti con gli utenti, dei costi generali di gestione su cui ha inciso l’aumento dei costi energetici), gli assessori Alberti e Squittieri sono passati al pacchetto di soluzioni allo studio dell’Amministrazione comunale. In particolare, il Comune di Prato sta verificando insieme al gestore del servizio la possibilità di utilizzare una parte degli utili destinati all’ente e provenienti da Plures Multitutility, che ammontano circa a 6,5 milioni di euro, per abbattere i costi Tari per le aziende.
“Il Comune sta cercando di capire se ci sono delle soluzioni alternative a quelle già sul tavolo per venire incontro alle aziende in questo momento complicato, aggravato dagli aumenti del costo del servizio dei rifiuti e, quindi, dagli aumenti della tariffa – dichiara l’assessore al Bilancio Gabriele Alberti -. Il lavoro che stiamo facendo è di verificare, insieme a Plures e agli altri Comuni soci, se esiste una strada percorribile, seguendo le regole di bilancio, per svincolare una parte dei dividendi, la cui destinazione fino ad oggi è stata molto rigida, e destinarli ad un abbattimento della parte variabile della Tari per le utenze non domestiche. Una soluzione che, insieme alle misure che saranno ulteriormente incrementate a favore delle famiglie, punta a contenere il più possibile l’effetto degli aumenti”.
“Sono le categorie stesse e i sindacati ad apprezzare questo confronto diretto con l’Amministrazione sulla Tari e a caldeggiare l’istituzione di un momento di incontro stabile e regolare sul tema. Da settembre abbiamo preso quindi l’impegno di vederci con regolarità sui temi del Piano economico finanziario di Ato Toscana centro e della qualità del servizio per rendere più trasparente e comprensibile a tutti il processo che porta alla formazione della tariffa”, aggiunge l’assessora allo Sviluppo economico Benedetta Squittieri.
Positivo per i Sindacati l’impegno del Comune di Prato
Molto positivo il giudizio dei Sindacati sull’iniziativa di Biffoni. Cgil, Cisl e Uil lo sottolineano in una nota unitaria.
Il confronto è andato in profondità, esaminando i valori degli accertamenti, delle riscossioni e degli effetti dei rincari che vi saranno sia per le utenze domestiche che per le ‘imprese: rispettivamente + 8,5% e + 8%.
“La situazione generale che emerge delinea un quadro delicato – commentano Cgil, Cisl e Uil – non solo sul valore degli aumenti, che è comunque rilevante, mediamente fra i 40 e i 50 euro annui per nucleo familiare, ma anche sulle prospettive future, laddove a fronte dell’aumento dei costi di smaltimento e di gestione della raccolta, le attuali regole imporranno automatismi per gli anni futuri. Su questo complesso problema occorre una doppia riflessione, sia sul breve periodo, che su quello medio lungo”.
Nel breve periodo – sottolinea Silvia Biagini, segretaria della Cgil Prato Pistoia– è urgente che l’Amministrazione comunale aumenti il Fondo di aiuto alle famiglie, secondo criteri di progressività, a partire dai nuclei in difficoltà con Isee (indicatore socio economico equilibrato) più basso. Riteniamo indispensabile -prosegue Biagini- che ogni scelta sia accompagnata dalla massima trasparenza sulle ragioni degli aumenti, dalla verifica dell’efficienza del servizio e della ricaduta in termini di qualità degli investimenti effettuati e da un’attenzione costante rispetto agli effetti sociali delle decisioni assunte.”
A fronte delle sollecitazioni di Cgil, Cisl e Uil, l’Assessore Alberti ha aperto ad una immediata disponibilità di aumento della capienza del fondo, più che raddoppiando la cifra iniziale di 300 mila euro, portandola a 620 mila euro.
Questa somma potrà essere utilizzata su 3 fasce basse isee (9.796, 16.500 e 20.00 euro) per misure di annullamento e compensazione degli aumenti che scatterebbero ad inizio 2027.
Al tempo stesso, secondo le Organizzazioni Sindacali, potrebbe essere aperta una riflessione attenta di fattibilità sull’utilizzo di una parte dei probabili utili a dividendo che la società partecipata Plures dovrebbe riconoscere anche al Comune di Prato per una cifra significativa.
“Il tema di un meccanismo virtuoso di destinare una parte degli utili delle partecipate più grandi – aggiunge Fabio Franchi, segretario della Cisl Firenze Prato – si pone oggi in tutta la sua urgenza. Si tratta di risultati ottenuti attraverso i contributi dei cittadini che vanno nei bilanci dei Comuni che hanno quota parte delle partecipate, e come tali per una parte dovrebbero tornare, anche qui attraverso meccanismi di progressività solidale, agli stessi cittadini.”
“Nell’apprezzare l’apertura di disponibilità ad approfondire i possibili passi avanti con le Organizzazioni Sindacali- conclude Rodolfo Zanieri della Uil– è stato chiesto l’avvio di un Tavolo permanente sulla Tari, da aggiornare sia rispetto agli effetti degli aumenti che ai possibili strumenti di aiuto e compensazione sugli stessi”.
Si tratta comunque – prosegue Zanieri – di un primo risultato importante, frutto del confronto sindacale, che va nella direzione di una maggiore equità sociale. Continueremo tuttavia a chiedere che le politiche tariffarie siano improntate a criteri di giustizia, trasparenza e progressività e che ogni incremento dei costi sia accompagnato da un miglioramento misurabile della qualità del servizio offerto ai cittadini”
“Sul tema più generale- concludono insieme le tre organizzazioni sindacali- è evidente che il problema di come rispondere nei territori della Toscana allo smaltimento dei rifiuti, non è più rinviabile: quando si esportano in altre zone i rifiuti prodotti, gli effetti sugli aumenti della tariffa si triplicano o quadruplicano ogni anno, e in un periodo lungo la tariffa media pro capite nei nostri territori crescerà molto di più che nei Comuni dove per tempo si sono fatte scelte responsabili. I Sindaci devono rapidamente fare una sintesi comune e stringere la Regione e il suo Presidente ad avviare un progetto immediato di realizzazione di impianti tecnologicamente avanzati: ne dell’interesse dei cittadini e delle imprese nella sostenibilità dei costi.”



