martedì, Settembre 15, 2026

Continua il dibattito sull’inceneritore di Montale: il NO di Rifondazione e il SI di Italia Viva

MONTALE – Continua il dibattito che non accenna a spenfersi sul destino dell’inceneritore di Montale. Dibattito in cui si confrontano posizioni contrapposte.

Qui riportiamo le due idee diverse di Rifondazione Comunista (che lo vorrebbe vedere spento in modo definitivo) e di Italia Viva (che invece condivide la scelta fatta del suo raddoppio).


Rifondazione: “ma non doveva chiudere anni fa?”

Il potenziamento dell’inceneritore di Montale non è un semplice “revamping”: è una precisa scelta politica che punta a prolungare la vita dell’impianto e ad aumentarne la capacità, consolidando il ricorso all’incenerimento massivo dei rifiuti proprio mentre si continua a parlare di economia circolare. Non sono bastati anni di impatto inquinante e attentato alla salute pubblica per fare riflettere sulla sua chiusura che la comunità locale ha sempre sostenuto.
La contraddizione è evidente: se davvero l’obiettivo è ridurre i rifiuti attraverso prevenzione, riuso e riciclo, perché investire centinaia di milioni in impianti che, per essere economicamente sostenibili, dovranno essere alimentati per decenni?
Montale non è un caso isolato. Si inserisce in un modello regionale che vede pochi grandi soggetti pubblici, come Alia-Plures e RetiAmbiente, rafforzare la propria presenza lungo tutta la filiera dei rifiuti: dalla raccolta alle discariche, fino agli impianti di combustione. La discarica di Ex Cava Fornace, le partecipazioni in Scapigliato e il progetto dell’ossicombustore di Peccioli raccontano la stessa direzione.
Rifondazione Comunista sa da che parte stare: diciamo con chiarezza che la Toscana non ha bisogno di nuovi investimenti nell’incenerimento, ma di una vera svolta: riduzione dei rifiuti, tariffazione puntuale, riuso, recupero di materia e riciclo. Stiamo dentro tutti i movimenti dei cittadini che contestano le scelte inceneritoriste che bruciano il futuro di questa regione e delle generazioni future.
Le decisioni sul futuro dei territori non possono essere dettate dai piani industriali delle multiutility. Devono tornare sotto il controllo democratico dei cittadini e delle comunità locali.
L’economia circolare, in Toscana come altrove, non si costruisce aumentando la capacità di bruciare rifiuti, ma riducendo progressivamente quelli da bruciare. Ci chiediamo se questa può essere effettivamente la “svolta verde” che sentiamo rivendicare anche a livello nazionale.

Segreteria regionale Rifondazione Comunista Toscana
Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Pistoia
Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Prato

Il termovalorizzatore di Montale

Italia Viva: “basta ideologia, servono coraggio e responsabilità”

Italia Viva esprime il proprio pieno sostegno ai sindaci Ferdinando Betti e Gabriele Romiti, che hanno scelto di affrontare con serietà una delle sfide più importanti per il futuro del nostro territorio, senza inseguire il facile consenso di chi dice sempre “no”.

Siamo favorevoli al progetto previsto dal Piano ATO, che prevede la realizzazione di un nuovo impianto in sostituzione dell’attuale, con una capacità di trattamento significativamente superiore. Si tratta di una scelta di responsabilità, fondata su una visione moderna della gestione dei rifiuti e sulla consapevolezza che la transizione ecologica si costruisce con gli investimenti e con l’innovazione, non con gli slogan.

Chi continua a opporsi a qualsiasi impianto dovrebbe spiegare ai cittadini dove pensa di smaltire i rifiuti prodotti ogni giorno e quanto sia disposto a far pagare famiglie e imprese per esportarli altrove. La politica ha il dovere di offrire soluzioni concrete, non di alimentare paure.

Un impianto di nuova generazione significa tecnologie più efficienti e, secondo gli obiettivi del progetto, un impatto ambientale inferiore rispetto alle strutture oggi esistenti. Significa anche nuove opportunità occupazionali, investimenti sul territorio e una gestione più efficiente del ciclo dei rifiuti, con la prospettiva di contribuire al contenimento dei costi del servizio e quindi della TARI per cittadini e imprese.

Italia Viva crede in un ambientalismo pragmatico, che sappia coniugare tutela dell’ambiente, crescita economica e qualità della vita. Essere ambientalisti oggi significa investire nelle migliori tecnologie disponibili, ridurre le emissioni, recuperare materia ed energia e rendere i territori sempre più autonomi nella gestione dei propri rifiuti.

Rivolgiamo inoltre un appello al sindaco di Agliana, Luca Benesperi: su un’infrastruttura strategica per l’intera Piana è necessario assumere una posizione chiara e responsabile, guardando all’interesse generale e alle prospettive di lungo periodo. Siamo convinti che il confronto debba svilupparsi nel merito del progetto e dei suoi effetti concreti, senza cedere a logiche di contrapposizione ideologica.

L’Italia ha bisogno di amministratori che decidono, non di politici che rincorrono i sondaggi. Betti e Romiti stanno dimostrando di appartenere alla prima categoria. Ci auguriamo che anche il sindaco Benesperi scelga la strada del coraggio amministrativo, sostenendo un progetto che può rappresentare un’opportunità di sviluppo, innovazione e sostenibilità per tutto il territorio.

Italia Viva sarà al fianco di chi sceglie il pragmatismo, la competenza e la responsabilità.

Italia Viva Pistoia

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