domenica, Giugno 28, 2026

La forza della gentilezza, il nuovo disco, il ritorno al Blues: intervista ai Bluagata

PISTOIA – Domenica 5 luglio il concerto della band australiana dei Jet sul palco del Pistoia Blues sarà preceduto dall’opening act dei Bluagata, band pratese che torna in piazza Duomo a quattro anni di distanza dall’esibizione del luglio 2022, in apertura del concerto di Manuel Agnelli.

Nati nel 2017, i Bluagata sono Alessia Masi (voce, piano, synth), Margherita Bencini (voce, synth), Folco Vinattieri (voce, chitarra), Lorenzo Mattei (basso) e Federico Masi (batteria): cinque ragazzi animati da una grande determinazione, che vivono la musica con la passione e con quell’energia che sprigionano dal palco in occasione delle loro performance live. Il loro stile originale non si lascia etichettare nè ingabbiare in un preciso genere, ma esprime molto bene la volontà della band di stupire e sperimentare, mescolando atmosfere dark, ritmi hardcore, venature elettroniche e metal, che si uniscono in un alternative rock dai caratteri originali.

Dopo “Sabba” (2018), “The Disguises of Evil” (2019) e “Di stanze e nevrosi” (2022), lo scorso 16 gennaio la band ha pubblicato “Fra la violenza e la gentilezza”, quarto album in studio, prodotto da Otorecords/Vrec Music Label e anticipato dal singolo “Danza con me”.

In previsione della loro esibizione sul palco del Blues, abbiamo avuto modo di intervistare i Bluagata chiedendogli alcune curiosità legate alla loro attività artistica più recente e alla pubblicazione del loro ultimo album in studio.

I Bluagata nel corso di una passata esibizione sul palco del Serravalle Rock 2022 (foto di Giovanni Fedi)

Dopo quattro anni tornate di nuovo a calcare il palco del Blues. Che esperienza è stata aprire il concerto di Manuel Agnelli e quali emozioni vi siete portati dietro da questo vostro debutto in un festival dalla storia importante e dal respiro internazionale?

Tornare è sempre bello, all’emozione della prima volta si uniscono nuovi sentimenti e riesci a goderti di più ogni singolo dettaglio, con meno ansia e agitazione. Aprire il concerto di Manuel è stato bellissimo! Come sempre il tempo sul palco è volato ma per allungare l’esperienza al massimo abbiamo avuto l’occasione di conoscerlo personalmente andando a bere insieme dopo il concerto e rimanendo a chiacchierare con lui fino a tarda notte. È stata un’esperienza fantastica e ne ricordiamo ogni secondo. Concerti e occasioni così sono il motivo per cui suoniamo, benzina per i nostri motori.

Guardando indietro ai vostri esordi, che cosa secondo voi si è evoluto ed è mutato nel vostro progetto artistico (il modo di fare musica, la stesura dei testi, lo stile musicale, le esibizioni live e il relazionarsi con il pubblico)? E che cosa invece è rimasto uguale a prima?

Siamo certamente cambiati noi e quindi è cambiato tutto quello che hai scritto: il modo di fare musica, la stesura dei testi e lo stile musicale. Un fatto buffo è che infatti ogni volta che facciamo uscire un singolo o un disco le persone rimangono sempre sorprese perché non è mai uguale a ciò che avevamo fatto prima. Una costante invece che rimane è il nostro rapporto, pessimo, con i social: quello persiste, fino a diventare una scelta libera! Scherzi a parte, è rimasta uguale la voglia di ritrovarci noi cinque a fare musica insieme. Questo sentimento è uguale al primo giorno in cui abbiamo cominciato a suonare insieme.

A inizio anno è uscito il vostro quarto disco, “Fra la violenza e la gentilezza”, un titolo che evoca un contrasto sia interiore che esteriore, ma anche la complessità dei nostri sentimenti. Qual è per voi il filo rosso che unisce i brani dell’album?

In realtà “Fra la violenza e la gentilezza” è il nostro primo album non-concept: un insieme di canzoni che a livello musicale e testuale esplorano zone diverse delle nostre persone e che non avevano un particolare legame tra di loro. Queste differenze ci hanno portato a polarizzare le sonorità di ogni brano all’estremo così che risultassero davvero diverse. Ci siamo resi conto in corso d’opera che era anche quello che stava succedendo intorno a noi: un mondo polarizzato tra bene e male, giusto o sbagliato, tra la violenza e la gentilezza. La violenza intesa erroneamente come forza e “trend” di questo tempo contro la gentilezza intesa invece come debolezza da nascondere. Secondo noi è proprio nella gentilezza che si cela la vera forza e al giorno d’oggi essere gentili è un vero e proprio atto rivoluzionario.

La copertina dell’album “Fra la violenza e la gentilezza” dei Bluagata

L’ultimo singolo, “Danza con me”, presenta nel refrain parole molto incisive come “danza con me fino a slogarti le caviglie, danza con me fino a sfiancarti, fino a ammazzarti”. Un semplice invito a lasciarsi andare o c’è qualcosa di più profondo, la visione del ballare come atto liberatorio dalle ansie della nostra vita quotidiana e dalle costrizioni sociali?

Il testo è visionario e in alcune sue parti è ispirato al film “Non si uccidono così anche i cavalli?” di Sydney Pollack dove i concorrenti di questa gara di ballo non possono fermarsi, trasformandola così in una gara di sopravvivenza. Ci è piaciuto giocare con questo immaginario per rappresentare sì la danza come atto liberatorio dalle ansie quotidiane e dalle costrizioni sociali, ma col messaggio celato che, come la libertà esige responsabilità, anche l’atto liberatorio di danzare, se fatto senza potersi fermare, come nel film, può portare all’autodistruzione.

Ci potete dare una piccola anticipazione del vostro live al Pistoia Blues in apertura dei Jet? Cosa si deve aspettare il pubblico?

Sicuramente porteremo brani del nuovo album, sarà un set tirato, veloce e pieno di rock, in linea con la serata. Suoneremo sicuramente brani dal nostro ultimo album e forse anche qualche singolo dei dischi precedenti.

Sarà un’estate immaginiamo ricca di appuntamenti per il lancio del vostro nuovo album. Adesso siete concentrati su questo o c’è già qualche nuovo progetto artistico che bolle in pentola?

Abbiamo fatto dei live in zona per presentare il disco, andati molto bene, e stiamo preferendo fare meno live ma più prestigiosi (vedi questo al Pistoia Blues). Siamo sempre in movimento quindi stiamo già parlando e pianificando quello che succederà da Settembre in poi. Andremo avanti con le vecchie certezze ma anche con nuove consapevolezze. Come scegliamo ogni giorno la gentilezza mentre il mondo sceglie la violenza, scegliamo la libertà di suonare insieme e il puro piacere di farlo invece che inseguire numeri, visualizzazioni e trend.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI